Apocalisse di Giovanni

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Apocalisse

       di Giovanni

 

«Grazia a voi e pace»

 

 


Perché, dunque, un racconto apocalittico?

 

Gli evangelisti Luca e Giovanni s’incontrano a Patmos. È l’anno 55.[I]

Luca,[II] che ha circa 48 anni, sta tornando dalla Grecia con Paolo ed è diretto in Siria.

Giovanni, che ha circa 40 anni, si trova sull’isola perché è avvenuto qualcosa di particolare nella provincia dell’Asia (minore), dove ci sono le «sette chiese». Lo Spirito Santo aveva vietato a Paolo, due anni prima (At 16,6), di andarvi a esporre la parola.

Luca suggerisce all’apostolo di rendere una sua testimonianza speciale. L’esigenza è nata in Luca attraverso le vicende dell’apostolato di Paolo, soprattutto per l’invadenza dei “superapostoli”.

Si tratta di celebrare la realizzazione delle Scritture antiche in Gesù, di ricordare che Gesù stesso aveva pronunciato profezie riguardanti il Regno di Dio[III] e che egli è presente, vivo.

Viene richiesta l’opera di un abile scriba, della città di Gamla,[IV] che trova particolarmente adatto allo scopo il linguaggio apocalittico dell’Antico Testamento, con le visioni profetiche. Ma lo scrittore se ne serve con una concretezza tutta nuova, dettata dai fatti dell’Incarnazione.

 

Come si è perso il significato originale?

 

Soltanto pochi anni dopo, con la prima persecuzione di Nerone nel 67 e la rivolta giudaica dell’anno 69, non si comprendevano più né lo scopo, né le immagini dell’Apocalisse.[V]

Il libro, pubblicato dopo questi fatti in ambiente molto diverso dall’originale, sembrò adatto a sostenere i credenti nella persecuzione, anche se in modo molto misterioso.

Gesù aveva preannunciato le persecuzioni, perché i suoi non si scandalizzassero. Invece l’interpretazione dei Padri della Chiesa, come S. Ireneo, intravede nell’Apocalisse spettri satanici, con prospettive grandiose di vittoria su di essi, ma poco chiare.

 

Il primo significato, accanto a quello tradizionale

 

Le traduzioni, non molto letterali, hanno contribuito a far durare un significato improprio, seppure in qualche modo giustificato. Non si può rigidamente mantenere tale significato, se, rivedendo le traduzioni, emerge il significato originale, più concreto.[VI]

L’autore aveva un intento unitario, anche se ricco di aspetti diversi, mentre l’interpretazione successiva è sempre frammentaria, molto complessa, mai definitiva. Perciò reclama sempre il senso originale. Qui si intende semplicemente recuperarlo, senza insistere nelle interpretazioni, e finché non sarà riemerso completamente non si è fatto ciò che si doveva.

Sia il significato iniziale, sia l’interpretazione successiva sono stati ispirati dallo Spirito Santo.[VII]

Nel frattempo il mondo è cambiato: è stato fermentato da principi monoteisti e cristiani.

L’Apocalisse era, e rimane, il documento scritto perché gli Ebrei e i Cristiani abbiano pace tra loro, unità nella fede, carità tra loro e verso gli altri.[VIII]

Seguendo questa traccia si comprendono altresì pienamente le tre Lettere dell’Apostolo Giovanni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


1 [1]Rivelazione[1] di Gesù Cristo, che Dio gli ha dato[2] per far conoscere ai suoi servitori le cose che devono avvenire presto, e che ha fatto notare comunicandola, tramite il suo angelo[3], al suo servo Giovanni,

[2]il quale ha testimoniato la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo,[4] quanto grandi cose ha visto.[5]

[3]Beato chi legge e (beati) coloro che ascoltano[6] le parole della profezia[7] e custodiscono le cose che vi sono scritte. Infatti il momento è vicino.[8]

 

Gesù Cristo ha rivelato il significato delle Scritture in relazione a se stesso e ha rivelato avvenimenti futuri, che dovevano iniziare molto presto.

Non tutto è stato scritto nei Vangeli ma un uomo, Luca, che ha udito Gesù in ogni parte di questa rivelazione, l’ha fatta notare a Giovanni. Giovanni stesso ha visto realizzarsi in Gesù la parola di Dio, contenuta nelle Scritture Antiche, e ha visto la testimonianza di Gesù Cristo.

Si tratta dunque di una profezia di tipo nuovo, concreto, che riunisce l’Antico e il Nuovo Testamento. Deve essere letta in sinagoga ed è beato chi legge, insieme ai molti che ascoltano, perché possono farne tesoro.



ALLE

SETTE CHIESE

CHE SONO NELL’ASIA

 
Saluto di Giovanni, nel nome della Trinità

 

[4]Giovanni alle sette Chiese[9] che sono nell’Asia: grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene,[10] dai sette spiriti che sono davanti al suo trono,

[5]e da Gesù Cristo, il testimone, l’affidabile, il primogenito dei morti[11] e il principe dei re della terra.[12] A Colui che ci ha cari[13] e ci ha liberato dai nostri peccati con il suo sangue,[14]

[6]che ha fatto di noi un regno, sacerdoti[15] per Dio e Padre suo, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.

Giovanni evangelista alle sette Chiese che sono nell’Asia minore: grazia e pace a voi da Dio Padre, dallo Spirito Santo con i suoi sette doni, che è davanti al suo trono, e da Gesù Cristo, che ha reso loro testimonianza affidabile, «il primogenito di coloro che risuscitano dai morti», ed è il principe delle autorità religiose di Israele.

A colui che ci ha cari, Ebrei e Cristiani, e ci ha liberato dai nostri peccati con il suo sangue e la sua testimonianza, che ha fatto di noi, Ebrei e non Ebrei, un regno, sacerdoti per Dio e Padre suo, a lui la gloria e l’autorità nei secoli dei secoli. Amen.

 [7][16]Ecco, viene sulle nubi

e lo vedrà ogni occhio;

anche quelli che lo trafissero

e tutte le tribù della terra si batteranno per lui il petto.[17]

Sì, Amen!

[8]Io sono l'Alfa e l'Omega,[18] dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene,[19] l'Onnipotente!

Ecco, viene nella sua gloria, anche se non sarà visibile

E lo riconoscerà ogni occhio;

anche quelli che lo misero in croce trafiggendolo con i chiodi e con la lancia

e tutte le tribù d’Israele si batteranno per lui il petto.

Sì, Amen!

Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, il cui nome significa “Colui che è, che era e che viene”, “l’Onnipotente!”.

[9]Io, Giovanni, vostro fratello e compartecipe nella tribolazione e regno e perseveranza in Gesù, mi trovai nell'isola chiamata Patmos a motivo della parola di Dio e della testimonianza di Gesù.[20]

[10]Mi ritrovai in spirito nel giorno del Signore e udii dietro di me una voce potente, come di tromba,[21] che diceva:

[11]Quello che vedi, scrivilo in un volume e mandalo alle sette Chiese: a Efeso,[22] a Smirne, a Pèrgamo, a Tiàtira, a Sardi, a Filadèlfia e a Laodicèa.

Io, Giovanni, vostro fratello e compartecipe in tribolazione e regno e perseveranza in Gesù, mi trovai di passaggio nell’isola di Patmos mentre svolgevo la missione di parlare di Dio e di testimoniare Gesù.

Da una persona, l’evangelista Luca, fui condotto in spirito nel clima della domenica, cioè del giorno in cui si commentano le Scritture e si celebrano i fatti della vita di Gesù Cristo, in particolare la risurrezione. Egli mi sorprese spiegandomi, come un annuncio meraviglioso, alcune cose che Gesù aveva detto a suo tempo, e invitandomi a scriverle alle sette Chiese: a Efeso, a Smirne, a Pergamo, a Tiatira, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea.

[12]Mi voltai per vedere (chi fosse) la voce che mi parlava e voltandomi vidi sette candelabri d'oro[23]

[13]e in mezzo ai candelabri, simile,[24] un figlio di uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d’oro.[25]

[14]La sua testa e i capelli (erano) bianchi come lana bianca, come neve,[26] e i suoi occhi come bagliore di fuoco,

[15]i suoi piedi simili[27] a bronzo fulgente come purificato nella fornace. La sua voce era simile alla voce di molte acque.[28]

[16]Nella mano destra teneva sette stelle,[29] dalla bocca gli usciva una spada affilata a doppio taglio e il suo volto appare come il sole[30] nella sua potenza.

Mi voltai per vedere da quale autorità provenissero le parole che Luca mi diceva e, voltandomi, vidi, più autorevole della voce, un Figlio d’uomo che è come pastore in mezzo a sette Chiese fedeli al Dio d’Israele.

Egli aveva un abito di santità lungo fino ai piedi, essendo santo e fedele alla dottrina ebraica fino alle fondamenta, ed era cinto al petto con una fascia d’oro, essendo egli stesso Dio vero.

La sua testa e i capelli erano bianchi come lana bianca, perché egli è il capo dei redenti, l’Agnello che redime popolo dell’Antica Alleanza, come trasformasse l’acqua in neve bianca, e i suoi occhi come bagliore di fuoco di Spirito Santo, i suoi piedi più fulgenti del bronzo purificato nella fornace, essendo la sua dottrina vera e santa a tutta prova, più di ogni altra.

La sua voce era rivolta a molte genti.

Nella mano teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva la parola di Dio, come spada affilata a doppio taglio, e il suo volto è quello del sommo e unico sacerdote, veramente potente.

[17]Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto,[31] ed egli posò su di me la destra e mi disse: Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo[32]

[18]e il Vivente. Ero morto e ora, ecco, sono vivo per i secoli dei secoli, e ho le chiavi della morte e dell’Ade.[33]

[19]Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che stanno per accadere dopo queste.

[20]Il segreto delle sette stelle che hai visto sulla mia destra e i sette candelabri d’oro, (eccolo): le sette stelle sono angeli delle sette Chiese e i sette candelabri sono sette Chiese.[34]

Quando mi resi conto che Luca riferiva in realtà le parole del Figlio d’uomo, adorai il Figlio dell’uomo come se morissi, perché in lui ho visto Dio, ed è stato come se egli posasse su di me la sua destra e dicesse: Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo, ossia il Verbo che ha creato e che concluderà la storia, e il Dio Vivente.

Ero morto e ora, ecco, sono vivo per i secoli dei secoli, e ho tutto nelle mie mani: ho l’autorità per guidare anche gli Ebrei della Setta che ha comunità fuori della Palestina, pronta ad accogliere me, il Messia-Cristo e a credere in me.

Scrivi dunque le cose che hai visto, nelle quali hai visto realizzarsi le visioni dei profeti antichi, di Ezechiele in particolare, le cose che sono e quelle che devono accadere dopo di esse, profetizzate da me, che saranno il pieno compimento delle profezie.

Il segreto delle sette stelle che hai visto nella mia destra e i sette candelabri d’oro, eccolo: le sette stelle sono angeli, cioè uomini che hanno responsabilità sulle sette Chiese, e i candelabri sono sette Chiese.


 
Raccomandazioni apostoliche alle Sette Chiese

 

2 [1]All’angelo[35] della Chiesa di Èfeso scrivi: Queste cose dice Colui che possiede le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro:

[2]Conosco le tue opere, la tua spossatezza e la tua perseveranza, e che non puoi sopportare persone cattive; hai messo alla prova quelli[36] che si dicono apostoli e non lo sono e li hai trovati bugiardi.[37]

[3]Hai perseveranza e hai molto faticato per il mio nome, e non ti sei stancato.

[4]Ma tuttavia ho da rimproverarti che hai abbandonato la tua carità iniziale.

[5]Ricorda dunque da dove sei caduto, convertiti e compi le opere dell’inizio; altrimenti verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto,[38] se non ti converti.

[6]Questo comunque hai per fermo: detesti le opere dei Nicolaìti,[39] che anch’io detesto.

[7]Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Al vincitore[40] darò da mangiare del legno della vita, che è nel paradiso di Dio.

All’uomo che guida la Chiesa di Èfeso scrivi:

Queste cose dice Colui che possiede le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo alle sette Chiese di cristiani ed ebrei fedeli:

Conosco le tue opere, la tua spossatezza e la tua perseveranza, e che non puoi sopportare persone cattive; hai messo alla prova quelli che si dicono apostoli e non lo sono e li hai trovati bugiardi.

Hai perseveranza e hai molto faticato per il mio nome, e non ti sei stancato. Ma tuttavia ho da rimproverarti che hai abbandonato la tua carità iniziale.

Ricorda dunque da dove sei caduto, convertiti e compi le opere dell’inizio; altrimenti verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto, cioè non ti considererò più parte dell’eredità ebraica, se non ti converti.

Questo comunque hai per fermo: detesti le opere dei Nicolaìti, i falsi apostoli, che anch’io detesto.

Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. A colui che mi è fedele darò da mangiare dell’albero della vita, che è nel paradiso, cioè giardino, di Dio.

[8]All’angelo della Chiesa di Smirne scrivi: Queste cose dice il Primo e l’Ultimo,[41] che era morto ed è tornato:

[9]Conosco la tua tribolazione e la tua povertà, ma sei ricco, e la calunnia da parte di quelli che si proclamano Giudei[42] e non sono tali, ma sinagoga di satana.

[10]E non temere ciò che stai per soffrire. Ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere, perché siate tentati, e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò il serto della vita.

[11]Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Il vincitore non verrà leso dalla seconda morte.[43]

All’uomo che guida la Chiesa di Smirne scrivi:

Queste cose dice il Primo e l’Ultimo, che era morto ed è tornato:

Conosco la tua tribolazione e la tua povertà, ma sei ricco, e la calunnia da parte di quelli che ho appena nominato, che si proclamano Giudei e non sono tali, ma sinagoga di satana, i Nicolaìti, i falsi apostoli.

E non temere ciò che stai per soffrire. Ecco, il diavolo, “satana” (un certo Nicola, capo dei Nicolaìti?), sta per gettare alcuni di voi in carcere, perché siate tentati, e avrete una tribolazione, come foste idolatri, per “dieci giorni”. Sii fedele fino alla morte e ti darò il serto della vita.

Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Colui che mi è fedele non verrà influenzato da quelli che sono destinati a far parte della Chiesa soltanto dopo i “mille anni”.

[12]All’angelo della Chiesa di Pèrgamo scrivi: Queste cose dice Colui che ha la spada a due tagli affilata:

[13]So dove abiti, là dove c’è il trono di satana; e tieni saldo il mio nome e non hai rinnegato la mia fede neppure nei giorni di Antìpa, il mio testimone, il mio fedele, che fu messo a morte presso di voi, dove abita satana.

[14]Ma tuttavia ho da rimproverarti piccole cose: hai lì alcuni che possiedono la dottrina di Balaàm, il quale insegnava a Balak a dare scandalo di fronte ai figli d’Israele, a mangiare carni immolate agli idoli e ad abbandonarsi alla fornicazione.

[15]Così anche tu hai ugualmente di quelli che possiedono la dottrina dei Nicolaìti.

[16]Convertiti dunque; altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca.

[17]Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca e, inciso sulla pietruzza, un nome nuovo che nessuno conosce all’infuori di chi la riceve.[44]

All’uomo che guida la Chiesa di Pèrgamo scrivi:

Queste cose dice Colui che possiede la parola di Dio, come spada a due tagli affilata:

So dove abiti, là dove c’è il trono di satana, cioè del capo dei Nicolaìti; e tieni saldo il mio nome e non hai rinnegato la mia fede neppure nei giorni di Antìpa, il mio testimone, il mio fedele, che fu messo a morte presso di voi, dove abita satana.

Ma tuttavia ho da rimproverarti piccole cose: hai lì alcuni che possiedono un’altra dottrina, quella di Balaàm, il quale insegnava a Balak a dare scandalo di fronte ai figli d’Israele, a mangiare carni immolate agli idoli e ad abbandonarsi alla fornicazione.

Così anche tu, come altre Chiese nominate prima, hai ugualmente di quelli che possiedono la dottrina dei Nicolaìti, nonostante tu non mi abbia rinnegato di fronte a “satana” loro capo.

Convertiti dunque; altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la parola della mia bocca.

Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. A colui che mi è fedele darò la manna che era nascosta fino al mio arrivo, cioè l’Eucaristia, come cibo nel deserto della difficoltà, e una pietruzza bianca (simbolo di redenzione), e inciso sulla pietruzza un nome nuovo, che nessuno conosce all’infuori di chi la riceve. Ciò significa che la redenzione di Gesù mantiene la fede ebraica in colui che è redento, anzi lo fa diventare più fedele al Dio d’Israele, anche se i Nicolaiti non lo riconoscono.

[18]All’angelo della Chiesa di Tiàtira scrivi: Queste cose dice il Figlio di Dio,[45] Colui che ha gli occhi come bagliore di fuoco e i cui piedi (sono) simili a bronzo fulgente:

[19]conosco le tue opere, la carità, la fede, il servizio e la perseveranza e le tue ultime opere migliori delle prime.

[20]Ma ho da rimproverarti che lasci fare alla donna Iezabèle,[46] che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servi inducendoli a darsi alla fornicazione e a mangiare carni immolate agli idoli.

[21]Le ho dato tempo per convertirsi, ed essa non si vuol convertire dalla sua dissolutezza.

[22]Ecco, getto lei in un letto e coloro che commettono adulterio con lei in una grande tribolazione, se non si convertiranno dalle opere di lei.

[23]E colpirò a morte i suoi figli e tutte le Chiese sapranno che io sono Colui che scruta le menti e i cuori, e darò a ciascuno di voi secondo le vostre opere.

[24]Invece ai rimanenti di voi di Tiàtira, che non possiedono questa dottrina, che non hanno conosciuto le profondità di satana, come le chiamano, non imporrò altro peso;

[25]ma quello che possedete tenetelo saldo fino a quando verrò.

[26]E al vincitore e a colui che mantiene sino alla fine[47] le mie opere, darò autorità sopra le nazioni

[27]e le pascolerà con bastone di ferro, le frantumerà come i vasi di terracotta,

[28]come anch’io ho ricevuto dal Padre mio e darò a lui la stella mattutina.[48]

[29]Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

All’uomo che guida la Chiesa di Tiàtira scrivi:

Queste cose dice il Figlio di Dio, Colui che ha gli occhi come bagliore di Spirito Santo, per scrutare i cuori, e i cui piedi sono più fulgenti del bronzo fulgente, perché la sua dottrina è stata messa alla prova più di ogni altra e trovata vera e santa:

Conosco le tue opere, la carità, la fede, il servizio e la perseveranza e le tue ultime opere migliori delle prime. Ma ho da rimproverarti che lasci fare alla setta che è come la donna Iezabèle, che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servi inducendoli a darsi alla fornicazione e a mangiare carni immolate agli idoli.

Le ho dato tempo per convertirsi, ed essa non si vuol convertire dalla sua dissolutezza. Ecco, getto lei in disparte, e coloro che commettono adulterio con lei, fuori dalla comunità, se non si convertiranno dalle opere di lei. E convincerò i suoi appartenenti a credere e tutte le Chiese sapranno che io sono Colui che scruta le menti e i cuori, e mostrerò a ciascuno di voi il risultato delle vostre opere compiute nel mio nome.

Invece ai rimanenti di voi di Tiàtira, che non possiedono quest’altra dottrina, (e) che non hanno conosciuto le profondità di satana (cioè della dottrina dei Nicolaiti), come le chiamano i cristiani, non imporrò altro peso; ma quello che possedete tenetelo saldo fino a quando verrò.

E a colui che mi è fedele e a colui che mantiene sino alla fine le mie opere, darò autorità sopra le nazioni e le pascolerà con bastone di ferro, le frantumerà come i vasi di terracotta, come anch’io ho ricevuto dal Padre mio e darò a lui la stella mattutina, cioè la luce che viene nel mondo, come una stella che sorge all’alba.

Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.


3 [1]All’angelo della Chiesa di Sardi scrivi: Queste cose dice Colui che ha i sette spiriti[49] di Dio e le sette stelle: Conosco le tue opere; che hai un nome da vivo e sei morto.

[2]Sii sveglio e rendi stabili le cose che rimangono e stanno per morire, infatti non ho trovato le tue opere compiute di fronte al mio Dio.

[3]Ricorda dunque come hai ricevuto e udito, mantieni e convertiti, perché se non sarai sveglio, arriverò come un ladro senza che tu sappia in quale ora io arriverò da te.

[4]Tuttavia a Sardi hai alcuni nomi che non hanno macchiato le loro vesti; essi verranno in giro con me in vesti bianche, perché sono degni.

[5]Il vincitore sarà così vestito di bianche vesti[50] e non cancellerò il suo nome dal volume della vita e riconoscerò il suo nome di fronte al Padre mio e di fronte ai suoi angeli.

[6]Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

All’uomo che guida la Chiesa di Sardi scrivi:

Queste cose dice Colui che ha lo Spirito Santo di Dio e le sette guide:

Conosco le tue opere; che hai un nome da vivo e sei morto. Sii sveglio e rendi stabili le cose che rimangono e stanno per morire, infatti non ho trovato le tue opere compiute di fronte al mio Dio, il Dio d’Israele.

Ricorda dunque come hai ricevuto e udito, mantieni e convertiti, perché se non sarai sveglio, arriverò come un ladro senza che tu sappia in quale ora io arriverò da te.

Tuttavia a Sardi hai alcuni nomi che non hanno macchiato le loro vesti, cioè sono rimasti fedeli ebrei e cristiani; essi verranno in giro con me in vesti bianche, da redenti, perché sono degni.

Colui che mi è fedele sarà così vestito di bianche vesti (farà parte degli Ebrei redenti) e non cancellerò il suo nome dal volume della vita (dell’Agnello immolato) e riconoscerò il suo nome di fronte al Padre mio e di fronte agli uomini ebrei che credono in lui.

Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

[7]All’angelo della Chiesa di Filadelfia scrivi: Queste cose dice il Santo, il Verace, Colui che ha la chiave di Davide,[51] Colui che apre e nessuno chiuderà, chiude e nessuno apre.

[8]Conosco le tue opere, ecco (ti) ho dato, di fronte a te, una porta aperta che nessuno può chiudere, perché hai poca forza e hai custodito la mia parola e non hai rinnegato il mio nome.

[9]Ecco, ti do (alcuni) della sinagoga di satana, di quelli che si dicono Giudei e non lo sono, ma mentiscono. Ecco, farò in modo che essi vengano e si prostrino davanti ai tuoi piedi e sappiano che io ti ho avuto caro.

[10]Poiché hai custodito la parola della mia perseveranza, anch’io ti custodirò dall’ora della tentazione che sta per venire sull’intero mondo abitato, per tentare coloro che abitano sulla terra.[52]

[11]Verrò presto: tieni saldo quello che hai, perché nessuno porti via la tua corona.

[12]Il vincitore lo renderò colonna nel tempio del mio Dio e non ne uscirà mai più e inciderò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme, quella che discende dal cielo, da presso il mio Dio, e il mio nome, quello nuovo.

[13]Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

All’uomo che guida la Chiesa di Filadelfia scrivi:

Queste cose dice il Santo, il Verace, Colui che ha la chiave di Davide, Colui che apre e nessuno chiuderà, chiude e nessuno apre. Conosco le tue opere, ecco ti ho dato, di fronte a te, una porta aperta che nessuno può chiudere, perché hai poca forza e hai custodito la mia parola e non hai rinnegato il mio nome.

Ecco, ti do alcuni della sinagoga di satana, di quelli che si dicono Giudei, e non lo sono, ma mentiscono, i Nicolaìti nominati sopra. Ecco, farò in modo che essi vengano e si inchinino davanti alla dottrina che annunci e sappiano che io ti ho avuto caro.

Poiché hai custodito la parola della mia perseveranza, anch’io ti custodirò dall’ora della tentazione che sta per venire sull’intero mondo abitato, per tentare il popolo d’Israele.

Verrò presto: tieni saldo quello che hai, perché nessuno porti via la tua corona.

Colui che mi è fedele, lo renderò colonna nel tempio del mio Dio e non ne uscirà mai più e inciderò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme, non la Capitale ma quella che discende dall’antica Gerusalemme santa, tempio di Dio come il cielo, che discende da presso il mio Dio, e il mio nome, quello nuovo da risorto.

Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

[14]All’angelo della Chiesa di Laodicèa scrivi: Queste cose dice l’Amen, il Testimone[53], l’Affidabile e verace, il Principio della creazione di Dio.

[15]Conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo!

[16]Così, poiché sei tiepido e non freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca.

[17]Poiché dici: «Sono ricco» e «mi sono arricchito» e «non ho bisogno di nulla», e non sai che tu sei l’infelice, un miserabile, un povero, un cieco, un nudo,

[18]ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per arricchirti, vesti bianche perché ti vesta e non appaia la vergogna della tua nudità e collirio per ungerti gli occhi e vedere.

[19]Io tutti quelli che amo li rimprovero e li correggo. Reagisci dunque e convertiti.

[20]Ecco, sto presso la porta e busso. Se qualcuno ode la mia voce e apre la porta, io verrò presso lui e cenerò[54] con lui ed egli con me.

[21]Al vincitore[55] darò (potere) di sedere con me sul mio trono, come io ho vinto[56] e mi sono seduto con il Padre mio sul suo trono.

[22]Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

All’uomo che guida la Chiesa di Laodicèa scrivi:

Queste cose dice l’Amen, il Testimone di Dio Padre, l’Affidabile e verace, il Principio della creazione di Dio. Conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo!

Così, poiché sei tiepido e non freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca.

Poiché dici: «Sono ricco» e «mi sono arricchito» e «non ho bisogno di nulla», e non sai che tu sei l’infelice, un miserabile, un povero, un cieco, un nudo, ti consiglio di comperare da me oro, cioè fedeltà ebraica, purificata dallo Spirito Santo per arricchirti, vesti bianche perché ti vesta, cioè ti converta e sii partecipe della redenzione di Gesù per Israele, e non appaia la vergogna della tua nudità, e collirio per ungerti gli occhi e vedere.

Io tutti quelli che ho cari li rimprovero e li correggo. Reagisci dunque e convertiti. Ecco, sto presso la porta e busso. Se qualcuno ode la mia voce e apre la porta, io verrò presso lui e cenerò con lui, nell’Eucaristia e nei banchetti rituali, ed egli con me.

A colui che mi è fedele darò potere di sedere con me sul mio trono, come io sono stato «l’Amen, il Testimone, l’Affidabile e verace, il Principio della creazione di Dio» e mi sono seduto con il Padre mio sul suo trono, dal giorno in cui sono risorto.

Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.


«LE COSE

CHE HAI VISTO…»

 
“Il cielo”

 

4 [1]Dopo ciò vidi: ed ecco una porta aperta nel cielo, e la prima voce,[57] che ho udito parlare con me come una tromba, che diceva: «Sali quassù,[58] ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito».

Dopo ciò ho avuto la visione degli avvenimenti a cui avevo partecipato personalmente: ed ecco una porta aperta per me nella santa Gerusalemme, di cui fa parte il Sinedrio, per interessamento di Luca, la voce che ho udito per prima parlare con me come una tromba, il quale esercitava la professione di medico al Tempio; egli mi diceva: «Sali quassù, ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito», le cose del Regno di Dio annunciato da Gesù per gli uomini.

[2]Istantaneamente mi trovai (là) in spirito, ed ecco c’era un trono nel cielo, e sul trono uno seduto;

[3]e colui che stava seduto simile nell’aspet­to a pietra di diaspro e cornalina;[59] e un arcobaleno[60] intorno al trono, simile nell’aspetto a smeraldo.

Istantaneamente mi trovai là in spirito, ed ecco c’era un trono, e sul trono uno seduto; e colui che stava seduto era Dio, perché Dio è e rimane l’unico Re per Israele. L’Agnello, il Cristo, è Re perché Dio anch’egli. Dio era rappresentato da coloro che gli sono più fedeli della tribù di Giuda (diaspro) e di Manasse (cornalina), cioè della Giudea e delle parti di Samaria; e un arcobaleno intorno al trono, rappresentato da quelli più fedeli a lui della tribù di Aser (smeraldo), cioè della Galilea.

[4]E attorno al trono ventiquattro troni e seduti sui troni ventiquattro anziani[61] avvolti in bianche vesti e sulla loro testa corone d’oro.

E attorno al trono, poiché riceve potere da Dio, c’era il Sinedrio di cui fanno parte i capi dei sacerdoti e i capi del popolo. C’erano ventiquattro troni e seduti sui troni gli anziani, capi delle ventiquattro classi sacerdotali, avvolti in bianche vesti, e sulla loro testa corone d’oro, perché il loro potere è al servizio di Dio.

[5]Dal trono escono fulmini, voci e tuoni; e sette lampade di fuoco che ardono di fronte al trono, che sono i sette spiriti di Dio;[62]

[6]e di fronte al trono come un mare di vetro[63] simile a cristallo. In mezzo al trono e intorno al trono quattro animali pieni d’occhi[64] davanti e di dietro.

Dal trono escono fulmini, cioè ordini divini, voci di chi li comunica al popolo e tuoni di chi li fa eseguire e li esegue; e sette lampade di fuoco che ardono di fronte al trono, che sono i sette doni dello Spirito Santo di Dio; e di fronte al trono, il popolo di Dio, formato da Ebrei e da coloro che il Cristo Re ha redento dalle Genti, con una fede più vera e più splendida di prima.

I capi del popolo, rappresentanti delle quattro regioni d’Israele, partecipano al governo del popolo d’Israele, in nome di Dio, e lo servono nello Spirito Santo, con attenzione a Dio e al popolo.

[7]Il primo animale simile a un leone,[65] il secondo animale simile a un vitello,[66] il terzo animale con la “faccia” come d’uomo,[67] il quarto animale simile a un’aquila che vola.[68]

Il primo capo ha la responsabilità della regione con il simbolo del leone, la Giudea; il secondo capo ha la responsabilità della regione con il simbolo del vitello, la Samaria; il terzo capo ha la responsabilità della regione con il simbolo dell’uomo, la Perea; il quarto capo ha la responsabilità della regione con il simbolo dell’aquila che vola con le due ali spiegate, le due Galilee.

[8]I quattro animali hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono pieni di occhi e non hanno sosta, giorno e notte, nel dire: Santo, santo, santo il Signore Dio, l’Onnipotente, Colui che era, che è e che viene!

I quattro capi sono in pieno accordo con i ventiquattro anziani, infatti il numero totale delle ali è ventiquattro; si consigliano tra loro con l’assistenza dello Spirito Santo e guidano il popolo e non hanno sosta, giorno e notte, nel dire: Santo, santo, santo il Signore Dio, l’Onnipotente, Colui che era, che è e che viene, il creatore e salvatore della storia!

[9]E allorché gli animali daranno gloria, onore e grazie a Colui che è seduto sul trono, che vive nei secoli dei secoli,

[10]i ventiquattro anziani si prostreranno[69] davanti a Colui che siede sul trono[70] e adoreranno Colui che vive nei secoli dei secoli[71] e getteranno le loro corone davanti al trono, dicendo:

[11]«Sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per il tuo volere prendevano ad esistere e furono create».

E allorché i capi daranno gloria, onore e grazie a Dio, Colui che è seduto sul trono, che vive nei secoli dei secoli, i ventiquattro anziani si prostreranno davanti al Cristo, Colui che come il Padre siede sul trono, e adoreranno il Cristo, Colui che come il Padre vive nei secoli dei secoli, e getteranno le loro corone davanti al trono, dicendo: «Sei degno, o Signore e Dio nostro, e anche tu, Cristo Re, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per il tuo volere prendevano ad esistere e furono create».


 
Il Libro sigillato con sette sigilli viene preso dall’Agnello

 

5 [1]E vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un volume, scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato[72] con sette sigilli.

E vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un volume, quello delle Scritture, scritto sul lato interno, per gli ebrei, e su quello esterno, per gli altri, sigillato con sette sigilli. Cioè: Dio ha certificato, in particolare per mezzo di Gesù, che le Scritture dell’Antico Testamento sono vere in tutto e destinate a realizzarsi in ogni loro aspetto, come esprime il numero “sette”.

[2]Vidi un angelo potente[73] che proclamava a gran voce: «Chi è degno di aprire il volume e scioglierne i sigilli?».

[3]Ma nessuno né in cielo,[74] né sulla terra, né sotto[75] la terra era in grado di aprire il volume e di vederlo (come profezia).

[4]Piangevo molto[76] perché non si era trovato nessuno degno di aprire il volume e di vederlo (come profezia).

Vidi un uomo autorevole che proclamava a gran voce: «Chi è degno di aprire il volume e scioglierne i sigilli?».

Ma nessuno né tra i capi d’Israele, né del popolo, né fuori Israele era in grado di aprire il volume e di capirlo. Mi lamentavo molto perché non si era trovato nessuno degno di aprire il volume e di capirlo.

[5]Uno degli anziani[77] mi dice: «Non piangere; ecco, ha vinto il leone della tribù di Giuda, la radice di Davide, per aprire il volume e i suoi sette sigilli».

[6]E vidi in mezzo al trono e ai quattro animali e in mezzo agli anziani un Agnello ritto come immolato, che aveva sette corna e sette occhi, che sono i sette spiriti di Dio mandati a tutta la terra.

Uno dei capi dei sacerdoti mi dice: «Non lamentarti; ecco, è giunto un uomo della tribù di Giuda, quella che ha come simbolo il leone, e della stirpe di Davide; egli ha il potere di aprire il volume e i suoi sette sigilli, perché è testimone di Dio che ha parlato attraverso le Scritture».

E vidi pienamente unito al trono e ai quattro capi del popolo e agli anziani capi dei sacerdoti un Agnello ritto, dopo essere stato immolato, che aveva sette corna e sette occhi, che rappresentano lo Spirito Santo di Dio, con i sette doni e sette poteri, mandato a tutta la terra d’Israele. Con il suo Spirito, Gesù rivela alle quattro parti della terra d’Israele il significato delle profezie e ne realizza i diversi aspetti. Uno per ogni sigillo che apre.

[7]E (l’Agnello) giunse e prese (il volume) dalla destra di Colui che era seduto sul trono.[8]E quando ebbe preso il volume, i quattro animali e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno un’arpa e coppe (di libagione) d’oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi.[78]

 

 

 

 

E l’Agnello giunse e prese il volume dalla destra di Colui che era seduto sul trono. E quando ebbe preso il volume, i quattro capi del popolo e i ventiquattro anziani capi dei sacerdoti si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno un’arpa e coppe (di libagione) d’oro, simbolo di fedeltà al Dio d’Israele, colme di profumi, che sono le preghiere dei santi.

 

[9]E cantano un canto nuovo: «Tu sei degno di prendere il volume e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai redento[79] per Dio con il tuo sangue (uomini) di ogni tribù, lingua, popolo e nazione

[10]e li hai costituiti per il nostro Dio regno e sacerdoti e regneranno sopra la terra».

E cantano un canto, nuovo per gli ebrei, riconoscendo l’autorità dell’Agnello nel decifrare e compiere le profezie antiche: «Tu sei degno di prendere il volume e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai redento per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione e li hai costituiti per il nostro Dio di Israele regno e sacerdoti e regneranno sopra la terra d’Israele».

[11]E vidi, e udii voci di molti angeli[80] intorno al trono e agli animali e agli anziani. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia

[12]e dicevano a gran voce: «L’Agnello che è stato immolato è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione».

E vidi, e udii voci di molti uomini, pronti a eseguire i disegni di Dio, intorno al trono e ai capi del popolo e agli anziani capi dei sacerdoti. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia e dicevano a gran voce: «L’Agnello che è stato immolato, cioè ha preso su di sé e ha tolto il peccato del mondo, è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione».

[13]E tutte le creature nel cielo, sulla terra, sotto la terra e nel mare e tutte le cose in essi contenute, udii che dicevano: «A Colui che siede sul trono e all’Agnello la lode, l’onore, la gloria e la potenza, nei secoli dei secoli».

[14]E i quattro animali dicevano: «Amen». E gli anziani si prostrarono in adorazione.

E tutte le creature, redente cioè ricreate da lui, nella Gerusalemme santa, sulla terra d’Israele, fuori Israele e tra le Nazioni del Mare Mediterraneo, e tutte le cose contenute in questi luoghi, udii che dicevano: «A Colui che siede sul trono e all’Agnello la lode, l’onore, la gloria e la potenza, nei secoli dei secoli», perché ci hanno riunito in un unico regno e sacerdozio.

E i quattro capi del popolo dicevano: «Amen». E gli anziani capi dei sacerdoti si prostrarono in adorazione.


 
L’Agnello apre i primi sei sigilli

 

6 [1]E vidi quando l’Agnello aprì il primo dei sette sigilli, e udii il primo[81] dei quattro animali che diceva come voce di tuono:[82] «Vieni».[83]

[2]E vidi, ed ecco un cavallo bianco e colui che era seduto su di esso, con un arco,[84] e gli fu data una corona e uscì vincitore e per vincere.

E vidi quando l’Agnello aprì il primo dei sette sigilli, e udii il primo dei quattro capi del popolo, quello di Giudea, che diceva a Gesù: «Vieni», avendo compreso che a Lui era stata data da Dio una grande rivelazione.

E vidi come se il capo del popolo uscisse su un cavallo bianco, segno della redenzione che stava per realizzarsi, con un arco, e gli fu dato un compito importante, accolse la testimonianza di Gesù Cristo, per testimoniarlo ad altri.

[3]E quando (l’Agnello) aprì il secondo sigillo, udii il secondo animale[85] che diceva: «Vieni».

[4]E uscì un altro cavallo, rosso fuoco,[86] e a colui che era seduto su di esso fu dato potere di togliere la pace dalla terra e di far sì che si sgozzassero a vicenda e gli fu data una grande spada.

E quando l’Agnello aprì il secondo sigillo, udii il secondo capo del popolo, quello di Samaria, che diceva a Gesù: «Vieni».

Ed era come se il capo del popolo uscisse su un altro cavallo rosso, acceso di Spirito Santo, e gli fu dato potere di smuovere i cuori degli israeliti e di far sì che si dessero testimonianza a vicenda e gli fu data una grande capacità di diffondere la parola di Dio.

[5]Quando (l’Agnello) aprì il terzo sigillo, udii il terzo animale[87] che diceva: «Vieni». E vidi, ed ecco un cavallo nero e colui che era seduto su di esso, con una bilancia[88] in mano.

[6]E udii come una voce in mezzo ai quattro[89] animali che diceva: «Una misura di grano per un danaro e tre misure d’orzo per un danaro, e non fare torto all’olio e al vino».[90]

Quando l’Agnello aprì il terzo sigillo, udii il terzo capo del popolo, quello di Perea, che diceva a Gesù: «Vieni». E vidi come se questo capo fosse seduto su un cavallo nero, simbolo di giustizia, con una bilancia in mano, per portare la giustizia dove non c’era. E udii come una voce in mezzo ai quattro capi del popolo che diceva: «Una misura di grano per un danaro e tre misure d’orzo per un danaro, e non fare torto all’olio e al vino», in questo modo assegnava a ogni cosa il suo giusto prezzo, nel commercio tra le quattro regioni di Israele.

[7]E quando (l’Agnello) aprì il quarto sigillo, udii la voce del quarto animale[91] che diceva: «Vieni».

[8]E vidi, ed ecco un cavallo verde,[92] e colui che era seduto su di esso si chiamava Morte e l’Ade[93] seguiva insieme con lui e fu dato loro potere sopra la quarta parte[94] della terra di sterminare con spada, con carestia, con peste e attraverso l’azione delle bestie della terra.

E quando l’Agnello aprì il quarto sigillo, udii la voce del quarto capo del popolo, quello di Galilea, che diceva a Gesù: «Vieni».

E vidi il capo del popolo come fosse seduto su un cavallo verde, segno di vita abbondante; era capo di una Setta di Palestina (con centro nella città di Gamla) pronta ad accogliere i Messia-Cristo e a credere in lui, aveva seguaci altrettanto pronti fuori Palestina, nell’Asia minore. Fu dato loro potere sopra la quarta parte della terra di Israele, cioè sulle regioni del nord, di organizzare la vita con la parola di Dio, con la produzione alimentare, con la cura delle persone e con il favore dei potenti della terra di Israele.

[9]E quando (l’Agnello) aprì il quinto sigillo, vidi sotto l’altare dei sacrifici le anime di coloro che sono stati immolati[95] a causa della parola di Dio e a causa della testimonianza che possedevano.

[10]E gridarono a gran voce: «Fino a quando, Sovrano, santo e verace, non giudichi e fai giustizia del nostro sangue sugli abitanti della terra?».

[11]E venne data a ciascuno di essi una veste bianca e fu detto loro di pazientare ancora per un piccolo tempo, finché non fossero pronti sia i loro compagni di servizio sia i loro fratelli che stavano per essere condannati a morte come loro.

E quando l’Agnello aprì il quinto sigillo, vidi, ancora escluse dalla possibilità di esercitare il nuovo sacerdozio, le anime di coloro che sono stati preparati a dare testimonianza alla parola di Dio e alla testimonianza di Gesù Cristo, non i corpi, perché non potevano ancora agire fisicamente.

E gridarono a gran voce: «Fino a quando, Sovrano, santo e verace, non permetti che sia portata e messa in pratica la nostra testimonianza tra gli Israeliti?».

E intanto venne data a ciascuno di essi una veste bianca, cioè furono riconosciuti come pienamente fedeli al Dio degli ebrei e redenti da lui, e fu detto loro di pazientare ancora per un piccolo tempo, finché non fossero preparati appieno sia i loro compagni di servizio sia i loro fratelli che stavano per essere resi capaci di testimoniare come loro Gesù morto in croce.

[12]E vidi quando (l’Agnello) aprì il sesto sigillo: vi fu un grande terremoto;[96] il sole divenne nero[97] come un sacco di crine; la luna[98] diventò tutta come sangue;

[13]le stelle del cielo[99] caddero sulla terra, come un fico lascia cadere i frutti invernali immaturi, quando è sbattuto da un forte vento;[100]

[14]il cielo fu portato via come un volume che si arrotola; ogni monte e isola fu smosso dal suo posto.

E vidi quando l’Agnello aprì il sesto sigillo: vi fu una grande animazione in Israele; il sommo sacerdote divenne nero come un sacco di crine, cioè molto più giusto; gli anziani diventarono tutti come testimoni; gli uomini che guidano il popolo d’Israele divennero più solerti nel loro compito, come un fico lascia cadere i frutti invernali immaturi, quando è sbattuto da un forte vento; La Gerusalemme santa fu rinnovata, come quando si arrotola un volume per prenderne uno nuovo; ogni capo ebreo di Palestina e di fuori fu smosso dal suo posto.

[15]E i re della terra, i grandi, i capitani, i ricchi, i potenti, ogni schiavo o libero, si nascosero nelle caverne e tra le pietre dei monti;

[16]e dicono ai monti e alle pietre: Cadete sopra di noi e nascondeteci[101] dalla “faccia” di Colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello,

[17]perché è venuto il giorno grande della loro ira,[102] e chi può opporre resistenza?

E le autorità di Israele, i grandi, i capitani, i ricchi, i potenti, ogni schiavo o libero, fu come se si nascondessero nelle caverne e tra le pietre dei monti; e dicessero ai monti e alle pietre: «Cadete sopra di noi e nascondeteci dalla faccia di Dio che siede sul trono e dall’intervento dell’Agnello, perché è venuto il giorno grande del loro intervento, e chi può opporre resistenza?».


7 [1]Dopo ciò, vidi quattro angeli ritti ai quattro angoli della terra, che trattenevano i quattro venti[103] della terra, perché non soffiasse vento sulla terra, né sul mare, né su alcuna pianta.[104]

[2]E vidi un altro angelo che saliva dal sorgere del sole tenendo (in mano) il sigillo di Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali è stato dato il potere di danneggiare la terra e il mare, dicendo:

[3]«Non danneggiate né la terra, né il mare, né le piante, finché non abbiamo segnato con sigillo i servi del nostro Dio sulla fronte».

Dopo ciò, vidi quattro uomini ritti ai quattro angoli della terra d’Israele, che trattenevano i quattro venti che portano la Buona Notizia, perché non soffiasse vento in Israele, né tra le Genti, né su alcun luogo abitato.

E vidi un altro uomo che portava un messaggio da parte del sommo sacerdote, tenendo in mano il sigillo di Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro uomini ai quali è stato dato il potere di evangelizzare la terra d’Israele e le Genti, dicendo: «Non evangelizzate né la terra d’Israele, né le Nazioni del Mediterraneo, né gli altri luoghi abitati, finché non abbiamo segnato con sigillo gli ebrei, i servi del nostro Dio, sulla fronte».

[4]Poi udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila, segnati da ogni tribù dei figli d’Israele:[105]

[5]dalla tribù di Giuda dodicimila; dalla tribù di Ruben dodicimila; dalla tribù di Gad dodicimila;

[6]dalla tribù di Aser dodicimila; dalla tribù di Nèftali dodicimila; dalla tribù di Manàsse dodicimila;

[7]dalla tribù di Simeone dodicimila; dalla tribù di Levi dodicimila; dalla tribù di Issacar dodicimila;

[8]dalla tribù di Zàbulon dodicimila; dalla tribù di Giuseppe dodicimila; dalla tribù di Beniamino dodicimila.

Poi udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila, segnati da ogni tribù dei figli d’Israele:

dalla tribù di Giuda dodicimila;

dalla tribù di Ruben dodicimila;

dalla tribù di Gad dodicimila;

dalla tribù di Aser dodicimila;

dalla tribù di Nèftali dodicimila;

dalla tribù di Manàsse dodicimila;

dalla tribù di Simeone dodicimila;

dalla tribù di Levi dodicimila;

dalla tribù di Issacar dodicimila;

dalla tribù di Zàbulon dodicimila;

dalla tribù di Giuseppe dodicimila;

dalla tribù di Beniamino dodicimila.

[9]Dopo ciò vidi, ed ecco molta folla che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua, che stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti bianche, e rami di palma[106] nelle loro mani

[10]e gridavano a gran voce: «La salvezza[107] appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all’Agnello».

[11]E tutti gli angeli stavano intorno al trono e agli anziani e ai quattro animali, e si inchinarono di fronte al trono, con la faccia a terra e adorarono Dio dicendo:

[12]«Amen! La lode, la gloria, la sapienza, l’azione di grazie, l’onore, la potenza e la forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».

Dopo ciò vidi, ed ecco molta folla che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua, che stavano in piedi, sicuri della loro dottrina, davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti bianche essendo stati redenti, e rami di palma nelle loro mani, pronti ad accogliere il Regno di Dio, e gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all’Agnello».

E tutti questi uomini, pronti a servire Dio, stavano intorno al trono e agli anziani capi dei sacerdoti e ai quattro capi del popolo ebraico, e si inchinarono di fronte al trono, con la faccia a terra e adorarono Dio dicendo: «Amen! La lode, la gloria, la sapienza, l’azione di grazie, l’onore, la potenza e la forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».

[13]Uno dei anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi che sono vestiti di vesti bianche, chi sono e da dove vengono?».

[14]Gli risposi: «Signore mio, lo sai tu». E mi disse: «Questi sono coloro che sono venuti dalla grande tribolazione[108] e hanno lavato le loro vesti e le hanno rese bianche nel sangue dell’Agnello.

Uno degli anziani capi dei sacerdoti allora si rivolse a me e disse: «Questi che sono vestiti di vesti bianche, chi sono e da dove vengono?».

Gli risposi: «Signore mio, lo sai tu». E mi disse: «Questi sono coloro che sono venuti dalla grande tribolazione, quella di servire gli idoli, e hanno lavato le loro vesti e le hanno rese bianche, ottenendo redenzione, nella testimonianza e nel sangue dell’Agnello.

[15]Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo tempio; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.

[16]Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura di sorta,

[17]perché l’Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li guiderà a fonti[109] di acque di vita. E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi».

Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo tempio; e Colui che siede sul trono estenderà la sua tenda sopra di loro, per renderli partecipi delle promesse fatte a Israele.

Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura di sorta, perché l’Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li guiderà a fonti di acque di vita. E Dio tergerà dai loro occhi ogni lacrima di tribolazione causata dagli idoli».


 
Il settimo sigillo: preparazione e inizio della missione

 

8 [1]Quando (l’Agnello) aprì il settimo sigillo,[110] ci fu silenzio in cielo per circa mezz’ora.[111]

[2]E vidi i sette angeli che stanno fermi di fronte a Dio, e furono date loro sette trombe.

Quando l’Agnello aprì il settimo sigillo, ci fu un tempo di riflessione nella Gerusalemme santa per circa metà mese.

E vidi i sette uomini che vigilano sulla fedeltà alla legge di Dio, e furono date loro sette trombe per dare il segnale di partire per diffondere la Buona Notizia, ossia il Vangelo.

[3]E venne un altro angelo e si fermò all’altare dei sacrifici, reggendo un incensiere d’oro, e gli furono dati molti profumi perché li aggiungesse alle preghiere di tutti i santi sull’altare d’oro dei sacrifici che è di fronte al trono.

[4]E salì il fumo degli aromi, con le preghiere dei santi, dalla mano dell’angelo di fronte a Dio.

[5]E l’angelo prese l’incensiere, lo riempì del fuoco dell’altare dei sacrifici, lo lanciò verso la terra e si ebbero tuoni, voci, fulmini, terremoto.

[6]I sette angeli che avevano le sette trombe si prepararono a suonarle.

E venne un altro uomo e si fermò all’altare dei sacrifici, reggendo un incensiere d’oro, e gli furono dati molti profumi, le preghiere dei testimoni di Gesù Cristo, perché li aggiungesse alle preghiere di tutti i santi, gli Ebrei, sull’altare dei sacrifici al Dio d’Israele, che è di fronte al trono. E salì il fumo degli aromi, con le preghiere dei santi, dalla mano dell’uomo di fronte a Dio, così che i testimoni di Gesù compirono fedelmente anche i riti ebraici.

E l’uomo prese l’incensiere, lo riempì del fuoco dello Spirito Santo dell’altare dei sacrifici, lo lanciò verso la terra d’Israele e si ebbero annunci della rivelazione di Gesù, predicazione, decisioni, innovazioni.

I sette uomini che avevano le sette trombe si prepararono a suonarle per permettere la missione in molti modi diversi.

[7]E il primo suonò: si ebbero grandine e fuoco mescolati in sangue e furono gettati verso la terra. E un terzo[112] della terra fu bruciato, un terzo degli alberi fu bruciato e ogni erba verde fu bruciata.

E il primo suonò: si ebbero fervore delle persone e fuoco di Spirito Santo, mescolati nel testimoniare, e furono proiettati verso la terra d’Israele. E un terzo della Palestina fu accesa di questo fuoco, un terzo dei capi fu acceso e tutta la gente fu accesa.

[8]E il secondo angelo suonò: come un grande monte[113] ardente di fuoco fu gettato nel mare, e un terzo del mare divenne sangue,

[9]e morì un terzo delle creature che sono nel mare, che hanno anima,[114] e un terzo delle navi andò distrutto.

E il secondo uomo suonò: gli abitanti di una città su un monte, Gamla, ardente di Spirito Santo, si riversarono tra le Genti del Mare Mediterraneo, e un terzo delle Genti fu raggiunto dalla testimonianza di Gesù, e furono conquistati a Gesù morto e risorto un terzo degli uomini delle Genti, e un terzo delle regioni fu conquistato a Cristo.

[10]E il terzo angelo suonò: cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia e cadde su un terzo dei fiumi e sulle sorgenti delle acque;[115]

[11]il nome della stella si pronuncia: l’Assenzio;[116] un terzo delle acque è diventato come assenzio; molti degli uomini sono morti a causa delle acque, perché sono divenute amare.[117]

E il terzo uomo suonò: uscì dalla Gerusalemme santa un grande predicatore, Paolo, ardente di Spirito Santo come una torcia, e percorse un terzo delle regioni interne e lontane dal Mare; il nome del predicatore si pronuncia: l’Apsinto, che ha il doppio significato di Assenzio e di Trace, perché Paolo si è spinto a evangelizzare fino alla Tracia; un terzo delle popolazioni delle regioni interne è diventato come assenzio; molti degli uomini ebrei di quei luoghi hanno creduto nel Cristo a causa di quelli che hanno ascoltato Paolo, conquistati dalla sua dottrina.

[12]E il quarto angelo suonò la tromba: fu colpito un terzo del sole, un terzo della luna e un terzo delle stelle, così che si oscurasse un terzo di essi e il giorno non facesse splendere un terzo di sé e la notte ugualmente.[118]

[13]E vidi; e udii la prima aquila[119] che volava in mezzo al cielo e diceva con voce grande: «Guai, guai, guai[120] a coloro che abitano sulla terra dagli ultimi squilli della tromba dei tre angeli che stanno per suonare!».

E il quarto uomo suonò la tromba: fu convertito un terzo dei sommi sacerdoti, un terzo degli anziani e un terzo degli scribi, così che si trasformasse un terzo di essi e i sommi sacerdoti non facessero splendere un terzo di sé e gli anziani ugualmente.

E vidi; e udii il capo del popolo di Galilea, con il simbolo dell’aquila, che andava dicendo nella Gerusalemme santa, con voce grande: «Guai, guai, guai, ci sarà un grande cambiamento, per coloro che abitano in Israele, dagli ultimi squilli della tromba dei tre uomini che stanno per suonare!».


 
Primo “guai”

 

9 [1]E il quinto angelo suonò la tromba: e vidi una stella caduta dal cielo sulla terra. Le era stata data la chiave del pozzo dell’Abisso;[121]

[2]e aveva aperto il pozzo dell’Abisso ed era salito fumo dal pozzo come fumo di una grande fornace, ed erano stati oscurati il sole e l’aria dal fumo del pozzo.

E il quinto uomo suonò la tromba: e vidi un maestro, Giovanni Battista figlio del sacerdote Zaccaria, venuto dalla Gerusalemme santa a predicare in Israele. Gli era stata data la chiave della profondità della Gerusalemme compromessa con Roma e gli idoli; e aveva fatto breccia nelle menti di questa profondità e da qui si era diffusa forza di convincimento come grande fuoco di Spirito Santo, che aveva raggiunto il sommo sacerdote e l’ambiente di Gerusalemme.

[3]Dal fumo erano uscite cavallette verso la terra ed era stato dato loro potere come hanno potere gli scorpioni[122] della terra.

Da questo generale convincimento erano uscite persone pronte a predicare in Israele, come le cavallette divoratrici, ed era stato dato loro potere come quello degli uomini istruiti nel deserto per insegnare in Israele.

[4]Ed era stato detto loro di non danneggiare[123] né l’erba della terra né alcun essere verde né alcun albero, se non gli uomini che non hanno il sigillo di Dio sulla fronte.

[5]Ed era stato concesso loro non di ucciderli, ma che fossero tormentati per cinque mesi,[124] e il loro tormento è come il tormento dello scorpione quando colpisce un uomo.

[6]In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte fugge da loro.[125]

Ed era stato detto loro di non predicare né alla gente ebrea fedele né ad alcun notabile né ad alcun capo ebreo, se non agli uomini che non hanno il sigillo di Dio sulla fronte, cioè non ancora redenti.

Ed era stato concesso loro non di convincerli a credere, ma che fossero istruiti per cinque mesi, e la loro istruzione è come quella che impartisce un uomo del deserto. In quei giorni gli uomini cercheranno il Cristo, ma non lo sapranno riconoscere, convinti che il Cristo sia Giovanni Battista; brameranno incontrare il Cristo, ma egli sfuggirà loro, come è avvenuto quando alcuni volevano rapirlo per farlo re.

[7]E le somiglianze delle cavallette (erano) simili a cavalli pronti per la guerra, e sulla loro testa (c’erano) come corone simili all’oro e i loro “vessilli” (erano) come “vessilli” di uomini,[126]

[8]e avevano capelli come capelli di donne, e i loro denti erano come di leoni,

[9]e avevano corazze come corazze di ferro e la voce delle loro ali come voce di carri trainati da molti cavalli che corrono alla battaglia,

[10]e hanno code[127] come gli scorpioni, e aculei, e nelle loro code il loro potere di maltrattare gli uomini per cinque mesi;

[11]hanno sopra di loro come re l’angelo dell’Abisso, il suo nome in ebraico è Distruzione (Abaddòn), in lingua greca ha nome Distruttore (Apollýon).[128]

Avevano predicato con il vigore delle cavallette voraci.

Ma con più vigore, conosciuto il Messia, essi divennero come cavalli pronti per la guerra, e sulla loro testa c’erano come corone di una fedeltà a Dio più grande di quella degli anziani capi dei sacerdoti e i loro “vessilli” erano come quelli del capo del popolo di Perea.

E avevano seguaci tra le comunità più importanti, e la loro efficacia nel persuadere alla conversione si può paragonare a quella dei denti dei leoni, cioè a quella del capo del popolo di Giudea, non delle cavallette.

E avevano una fede ferrea e la voce dei loro seguaci in Galilea, con il simbolo dell’aquila dalle due ali spiegate, come voce di carri trainati da molti cavalli che corrono alla battaglia.

E hanno seguaci tra gli uomini del deserto, e tra i più eccellenti, e i loro seguaci del deserto usano per testimoniare il Messia il proprio consueto potere di istruire gli ebrei per cinque mesi.

Hanno sopra di loro come capo religioso l’uomo che non viene dalla Gerusalemme santa; il suo nome in ebraico è Distruzione (Abaddòn), in lingua greca ha nome Distruttore (Apollýon). È quell’Apollo molto efficace nella predicazione che troviamo negli Atti degli Apostoli e nelle Lettere di San Paolo, seguace di Giovanni Battista. È molto attivo sia tra gli Ebrei che tra i Greci.

 
Secondo”guai”

 

[12]Il primo «guai» è passato. Ecco, vengono ancora due «guai» dopo queste cose.

[13]E il sesto angelo suonò la tromba; e udii la prima voce dai quattro corni dell’altare d’oro dei sacrifici che è di fronte a Dio,

[14]che diceva al sesto angelo che aveva la tromba: «Sciogli i quattro angeli incatenati sul fiume grande Eufràte».[129]

Il primo «guai» è passato. Ecco, vengono ancora due «guai» dopo queste cose.

E il sesto uomo suonò la tromba; e udii la prima voce dai quattro corni dell’altare dei sacrifici ebraici che è di fronte a Dio, che diceva al sesto uomo che aveva la tromba: «Sciogli i quattro uomini incatenati sul fiume grande Eufràte».

[15]E furono sciolti i quattro angeli, quelli pronti per l’ora, il giorno, il mese e l’anno, così che uccidano un terzo degli uomini.

[16]Il numero delle truppe della cavalleria era di duecento milioni;[130] udii il loro numero.

[17]E così vidi i cavalli nella visione e quelli seduti su di essi, con corazze di fuoco, di giacinto, di zolfo,[131] e le teste dei cavalli come teste di leoni e dalla loro bocca esce fuoco e fumo e zolfo.[132]

E furono sciolti i quattro uomini, quelli pronti per l’ora, il giorno, il mese e l’anno, così che evangelizzino un terzo degli uomini ebrei dell’Oriente.

Il numero delle truppe della cavalleria era di duecento milioni; udii il loro numero. E così vidi i cavalli nella visione e quelli seduti su di essi, con corazze di fuoco dello Spirito Santo effuso sui Cristiani, di giacinto simbolo degli Ebrei fedeli a Dio, di zolfo simbolo dei Gentili, e i cavalli ricevono ordini dalla Giudea, con il simbolo del leone, e le parole che escono dalla loro bocca sono fuoco dello Spirito Santo, fumo della gloria di Dio e convincimento per i Gentili.

[18]Da questi tre flagelli, dal fuoco, dal fumo e dallo zolfo che usciva dalla loro bocca, furono uccisi un terzo degli uomini.

[19]L’autorità dei cavalli infatti è nella loro bocca e nelle loro code; infatti le loro code (sono) simili a serpenti, forniti di teste, e con esse recano danno.

[20]Il resto degli uomini, quelli che non furono uccisi a causa di questi flagelli, non si convertirono dalle opere delle loro mani; in modo da non adorare i demòni e gli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare,

[21]e non si convertirono dai loro omicidi, né dalle loro stregonerie, né dalla loro fornicazione, né dalle loro ruberie.[133]

Da questi tre flagelli, dal fuoco dello Spirito, dalla gloria del Dio d’Israele e dalla capacità di convincere i Gentili, che usciva dalla loro bocca, furono convertiti un terzo degli uomini ebrei d’Oriente.

L’autorità dei cavalli infatti è nella loro bocca e nei loro seguaci; infatti i loro seguaci sono più ingegnosi dei serpenti, hanno persone intelligenti, e con esse sono efficaci.

Il resto degli uomini ebrei d’Oriente, quelli che non furono persuasi a causa di questi flagelli, non si convertirono dalle opere delle loro mani; così che non adorassero i demòni e gli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare, e non si convertirono dai loro omicidi, né dalle loro stregonerie, né dalla loro fornicazione, né dalle loro ruberie.

 

 

 

10 [1]E vidi un altro angelo potente[134] che scendeva dal cielo, avvolto in una nube, e sulla sua testa l’arcobaleno e la sua faccia[135] come il sole e i suoi piedi come colonne di fuoco,[136]

[2]e con un piccolo volume aperto[137] nella mano. E pose il suo piede destro sul mare e il sinistro sulla terra,[138]

[3]e gridò a gran voce così come ruggisce un leone. E quando gridò, i sette tuoni[139] parlarono con le loro voci.

[4]E quando i sette tuoni parlarono ero pronto[140] a scrivere, e udii una voce dal cielo che diceva: «Certifica con sigillo[141] le cose che hanno detto i sette tuoni e non scriverle».[142]

E vidi un altro uomo potente che veniva dalla Gerusalemme santa, avvolto in una nube di autorità che viene da Dio, e sulla sua testa l’arcobaleno, segno che egli esprime cose di Dio, e il suo ruolo come quello del sommo sacerdote e i suoi piedi come colonne di fuoco dello Spirito Santo, ben fermi nella dottrina ebraica, e con un piccolo volume aperto nella mano, dove scrivere ciò che stava per compiersi. Ed esercitò il suo insegnamento come se ponesse il suo piede destro tra le Genti del Mare Mediterraneo e il sinistro sulla terra d’Israele, ossia rivolgendosi verso Gerusalemme, perché abitava a Gamla che era in contatto con Gerusalemme e con l’Asia minore, e gridò a gran voce che stava per venire il Messia, figlio di Davide di Giudea, rappresentata dal leone. E quando gridò, anche Gesù incominciò a rivelare le cose di Dio alla gente.

E quando Gesù incominciò a predicare ero pronto a scrivere, e udii una voce dalla Gerusalemme santa, ancora Luca, che diceva: «Certifica con sigillo le tue testimonianze sulle cose che ha detto Gesù e non pensare a scriverle tu sul volume».

[5]E l’angelo che ho visto in piedi sul mare e sulla terra, alzò la mano destra verso il cielo

[6]e prestò giuramento[143] in Colui che vive nei secoli dei secoli; che ha creato il cielo e ciò che è in esso, la terra e ciò che è in essa, il mare e ciò che è in esso: «Non vi sarà più dilazione:

[7]ma (sarà) nei giorni del suono della tromba del settimo angelo, quando vuole squillare, e si è compiuto il mistero di Dio come egli ha annunziato ai suoi servi, i profeti».

E l’uomo che ho visto come in piedi sul mare e sulla terra, alzò la mano destra verso la Gerusalemme santa e prestò giuramento in Colui che vive nei secoli dei secoli; che ha voluto la Gerusalemme santa e ciò che è in essa, la terra d’Israele e ciò che è in essa, le terre delle Nazioni e ciò che è in esse: «Non vi sarà più dilazione: ma sarà nei giorni del suono della tromba del settimo uomo, quando vuole squillare, e si è compiuto il mistero di Dio come egli ha annunziato ai suoi servi, i profeti».

[8]E la voce che avevo udito dal cielo mi parlò di nuovo e disse: «Va’, prendi il volume aperto nella mano dell’angelo che sta ritto sul mare e sulla terra».

[9]E andai presso l’angelo dicendogli di darmi il piccolo volume.[144] Ed egli mi dice: «Prendilo e divoralo, e ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca sarà dolce come miele».[145]

[10]Presi il piccolo volume dalla mano dell’angelo e lo divorai, ed era nella mia bocca dolce come miele, e quando lo inghiottii le mie viscere furono piene di amarezza.

[11]E mi dicono: «Devi profetizzare di nuovo su molti popoli, nazioni e re».

E la voce che avevo udito dalla Gerusalemme santa mi parlò di nuovo e disse: «Va’, richiedi il volume aperto nella mano dell’uomo che sta come ritto sul mare e sulla terra».

E andai presso l’uomo dicendogli di darmi il piccolo volume. Ed egli mi rivolse una frase simile a quella usata dal profeta Ezechiele: «Prendilo e divoralo, e ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca sarà dolce miele».

Presi una copia, che mi venne fatta, del piccolo volume dalla mano dell’uomo e lo “divorai”, ed era nella mia bocca dolce come miele perché potevo riflettere su ciò che Gesù aveva detto e fatto, e quando lo inghiottii le mie viscere furono piene di amarezza perché sentii il desiderio di annunciare ciò che era scritto. E mi dicono: «Devi profetizzare di nuovo su molti popoli, nazioni e re».

 


 

 

11 [1]E mi fu data una canna simile a una verga,[146] dicendo: «Svegliati e misura il tempio di Dio e l’altare dei sacrifici e quelli che adorano in esso.

[2]E l’atrio che è fuori del tempio, lascialo fuori e non lo misurare, perché è stato dato alle genti, ed esse calpesteranno la città, la santa,[147] per quarantadue mesi».[148]

E a me, Giovanni, fu dato un compito di misurare per costruire di nuovo, superiore al compito di pascolare, dicendo: «Svegliati e misura il tempio di Dio e l’altare dei sacrifici e quelli che adorano in esso (dovevo occuparmi soltanto degli Ebrei che si sarebbero convertiti). E l’atrio che è fuori del tempio, lascialo fuori e non lo misurare, perché è stato dato alle genti, ed esse, (tra sette anni), calpesteranno la città, la santa, per tre anni e mezzo».

[3]«E darò (autorità) ai i miei due Testimoni e profetizzeranno per milleduecentosessanta giorni,[149] vestiti di sacco».[150]

[4]Questi sono i due olivi[151] e i due candelabri che stanno davanti al Signore della terra.

[5]Se qualcuno osa danneggiarli, un fuoco esce dalla loro bocca e divora i loro nemici. E se qualcuno avesse osato danneggiarli, così egli deve perire.

«E darò autorità ai i miei due Testimoni, a Pietro e a te, e profetizzeranno per i primi tre anni e mezzo, vestiti di sacco», sostenuti dal sacerdote Teofilo.

Questi sono i due olivi e i due candelabri che stanno davanti al Signore d’Israele. Se qualcuno osa contestare il loro insegnamento, un fuoco di Spirito Santo esce dalla loro bocca e confuta i loro nemici. E se qualcuno avesse osato contestarli, così egli deve essere convinto.

[6]Questi hanno potere di chiudere il cielo, perché pioggia non bagni i giorni del loro ministero profetico, e hanno potere sulle acque di cambiarle in sangue e di colpire la terra con ogni sorta di flagelli[152] tutte le volte che volessero.[153]

Questi hanno potere di farsi sostenere dai capi della Gerusalemme santa, perché non ci sia disturbo, come pioggia che bagna, nei giorni del loro ministero profetico, e hanno potere sulla popolazione, compromessa con le Ganti, di farla diventare testimone, e di colpire Israele con ogni sorta di mezzo spirituale per convincere, tutte le volte che volessero.

[7]E quando avranno compiuto la loro testimonianza, la bestia, quella che sale dall’Abis­so,[154] farà contro di loro una guerra e li vincerà e li ucciderà.

[8]E i loro cadaveri (saranno) sulla piazza della città grande,[155] che si chiama metaforicamente Sòdoma ed Egitto,[156] dove anche il loro Signore fu crocifisso.

[9]E (uomini) di popoli, tribù, lingue e nazioni vegliano i loro cadaveri per tre giorni e mezzo e non permettono che i loro cadaveri vengano deposti in un sepolcro.[157]

[10]E coloro che abitano sulla terra esultano su di loro e si rallegrano e si invieranno doni l’un l’altro, perché questi due profeti hanno tormentato coloro che abitano sulla terra.

E quando avranno compiuto la loro testimonianza, il potere che viene dalla Gerusalemme capitale, compromessa con il potere romano, che si oppone alla Gerusalemme santa come l’Abis­so al cielo, farà contro di loro una guerra e li vincerà e li ucciderà.

E i cadaveri di quelli che saranno uccisi, tra cui Giacomo mio fratello, saranno sulla piazza della città grande, dove anche il loro Signore fu crocifisso, che si chiama metaforicamente Sòdoma ed Egitto e attira su di sé i castighi che Dio aveva mandato a queste due città.

E uomini di popoli, tribù, lingue e nazioni, ossia non soltanto ebrei, vegliano i loro cadaveri per tre giorni e mezzo e non permettono che i loro cadaveri vengano deposti in un sepolcro. Giacomo verrà portato in Spagna.

E gli Ebrei esultano su di loro e si rallegrano e si invieranno doni l’un l’altro, perché questi due profeti hanno tormentato gli Ebrei.

[11]E dopo i tre giorni e mezzo, un soffio di vita (proveniente) da Dio entrò in essi e si alzarono sui propri piedi, e una paura grande cadde su quelli che li guardavano.[158]

[12]E udirono una voce grande dal cielo che diceva loro: «Salite qui». E salirono al cielo in una nube, e li videro i loro nemici.

[13]In quel momento ci fu un terremoto grande e un decimo della città crollò e furono messi a morte nel terremoto settemila[159] nomi di uomini; i superstiti furono terrorizzati e dettero gloria al Dio del cielo.[160]

E dopo i tre giorni e mezzo, un soffio di vita proveniente da Dio entrò in essi e si alzarono sui propri piedi, sicuri della dottrina che portavano, e una paura grande cadde su quelli che li guardavano. E udirono una voce grande dalla Gerusalemme santa che diceva loro: «Salite qui». E salirono gloriosi alla Gerusalemme santa, e li videro i loro nemici. In quel momento ci fu una trasformazione grande e un decimo della città si convertì e si nel cambiamento si aggiunsero ai credenti settemila nomi di uomini ebrei; i rimanenti furono meravigliati e dettero gloria al Dio della Gerusalemme santa.

 
Terzo “guai”

 

[14]Il secondo «guai» è passato; ecco, viene subito il terzo «guai».

[15]Il settimo angelo suonò la tromba;[161] si levarono voci grandi nel cielo, che dicevano: «È arrivato il regno del mondo del Signore nostro e del suo Cristo, e regnerà fino ai secoli dei secoli».

Il secondo «guai» è passato; ecco, viene subito il terzo «guai».

Il settimo uomo suonò la tromba; si levarono voci grandi nella Gerusalemme santa, che dicevano: «È arrivato il regno del mondo del Signore nostro e del suo Cristo, e regnerà fino ai secoli dei secoli».

[16]E i ventiquattro anziani, seduti sui loro troni al cospetto di Dio, si prostrarono faccia a terra e adorarono Dio dicendo:

[17]«Ti rendiamo grazie, Signore Dio onnipotente, che è e che era,

perché hai messo mano alla tua potenza grande, e hai instaurato il tuo regno.

[18]E le genti si sdegnarono,

ed è arrivata la tua ira

e il momento di giudicare i morti

e di dare la ricompensa ai tuoi servi, i profeti,

e ai santi e a quanti temono il tuo nome,

ai piccoli e ai grandi,

e di distruggere coloro che distruggono la terra».

E i ventiquattro anziani capi dei sacerdoti, seduti sui loro troni al cospetto di Dio, si prostrarono faccia a terra e adorarono Dio dicendo: «Ti rendiamo grazie, Signore Dio onnipotente, che è e che era,

perché hai messo mano alla tua potenza grande, e hai instaurato il tuo regno.

E le genti si sdegnarono,

ed è arrivata la tua ira, il momento della tua azione efficace

e il momento di dare il giusto posto a chi crede in Gesù morto e risorto,

e di dare la ricompensa ai tuoi servi, i profeti,

e ai santi e a quanti temono il tuo nome,

ai piccoli e ai grandi,

e di distruggere coloro che distruggono Israele».

[19]E fu aperto il tempio di Dio che è nel cielo e apparve l’arca della sua alleanza nel suo tempio, e ci furono fulmini, voci, tuoni, terremoto e grandine grande.

E fu aperto il tempio di Dio che è nella Gerusalemme santa e apparve l’arca della sua alleanza nel suo tempio, vale a dire un ritorno all’originaria santità e fedeltà all’Alleanza attraverso la testimonianza cristiana, e ci furono ordini, predicazione, annunci della rivelazione di Gesù, trasformazioni e fatti molto concreti.

Qui si conclude ciò che è avvenuto all’apertura del settimo sigillo.

 

 


«…LE COSE

CHE SONO…»

 
“La donna” e “il drago”

 

12 [1][162]E un segno grande apparve nel cielo: una donna[163] vestita di sole, e la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle,

[2]ed (era) incinta e gridava per le doglie ed (era) nel travaglio del parto.

E un segno grande apparve nella Gerusalemme santa: vi si era stabilita una comunità comprendente persone candidate al sommo sacerdozio, la cui dottrina era rispettata dagli anziani, e sul suo capo un cerchio di maestri (dottori della legge) appartenenti alle dodici tribù d’Israele, e aveva al suo interno un figlio (Giovanni evangelista) che stava per generare al Regno di Dio.

[3]E apparve un altro segno nel cielo: ed ecco un grande drago[164] rosso, che aveva sette teste, dieci corna e sette corone reali sulle sue teste;

[4]la sua coda[165] trascina un terzo delle stelle del cielo e le ha gettate sulla terra. Il drago si pose di fronte alla donna che stava per partorire per divorare il suo bambino appena avesse partorito.

E apparve un altro segno nella Gerusalemme santa: ed ecco un uomo che si può rappresentare con un grande drago rosso, che era compromesso con il potere di Roma, aveva dieci persone pronte ad assumere potere e l’appoggio di sette potenti religiosi in accordo con Roma; un terzo dei dottori della legge della Gerusalemme santa sono suoi seguaci e li ha sparsi per Israele. Il drago si pose di fronte alla donna che stava per partorire per divorare il suo bambino appena avesse partorito.

[5]E ha partorito un figlio maschio, che si accinge a pascolare tutte le nazioni con verga[166] di ferro, e il figlio è stato rapito[167] verso Dio e verso il suo trono.

[6]E la donna è fuggita nel deserto, dove ha un posto preparato[168] da Dio, perché la nutrano là per milleduecentosessanta giorni.[169]

Ed essa ha partorito un figlio maschio, che si accinge a pascolare tutte le nazioni con verga di ferro, e il figlio è stato rapito verso Dio e verso l’esercizio del suo compito nel Regno di Dio.

E la comunità è fuggita nel deserto, nella città-fortezza di Gamla, dove ha un posto preparato da Dio, perché la nutrano là per i primi tre anni e mezzo, tra il 34 e il 37 circa.

[7]E ci fu un combattimento nel cielo:[170] Michele e i suoi angeli combatterono contro il drago. Il drago combatté insieme con i suoi angeli,

[8]e non prevalse né si trovò più posto per loro in cielo.[171]

[9]E il drago grande, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo, satana, colui che corrompe tutto il mondo abitato, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati i suoi angeli.

In seguito ci fu una controversia nella Gerusalemme santa: Michele, colui che sta con Dio, e i suoi uomini lottarono contro il drago, che probabilmente è il fondatore dei Nicolaìti, vale a dire Nicola. Questi lottò insieme con i suoi uomini, e non prevalse né si trovò più posto per loro nella Gerusalemme santa.

E questo uomo, Nicola, che si può paragonare a un drago grande, al serpente antico, a colui che è chiamato diavolo, satana, colui che corrompe tutto il mondo abitato, fu scacciato fuori Gerusalemme, e con lui furono scacciati i suoi uomini.

[10]E udii una voce grande nel cielo che diceva:

«Ora è avvenuta la salvezza e la forza,

il regno del nostro Dio

e il potere del suo Cristo,

poiché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli,

colui che li accusava di fronte al nostro Dio giorno e notte.

[11]Ed essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello

e con la persuasione della loro testimonianza;

e non hanno avuto cara la propria anima, fino a morire.

E udii una voce grande nella Gerusalemme santa che diceva:

«Ora è avvenuta la salvezza e la forza,

il regno del nostro Dio

e il potere del suo Cristo,

poiché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli Ebrei che sono divenuti Cristiani e accolgono nella testimonianza di Gesù anche persone delle Genti,

colui che li accusava di fronte al nostro Dio giorno e notte.

Ed essi lo hanno vinto per mezzo del sangue e della testimonianza dell’Agnello e con la persuasione della loro testimonianza;

e non hanno avuto cara la propria anima, ossia la propria tradizione ebraica, quando essa impediva di credere al Cristo.

[12]Perciò rallegratevi, o cieli,

e voi che abitate in essi.

Guai a voi, terra e mare,

perché il diavolo è precipitato presso di voi

pieno di furore grande,

sapendo che ha poco tempo propizio».

Perciò rallegratevi, o Gerusalemme santa,

e voi che abitate in essa.

Guai a voi, terra d’Israele e terre delle Genti,

perché il diavolo è precipitato presso di voi

pieno di furore grande,

sapendo che ha poco tempo propizio».

[13]E quando il drago vide che era stato precipitato sulla terra, si avventò contro la donna che ha partorito il maschio.

[14]E furono date alla donna le due ali dell’aquila grande, perché voli nel deserto verso il suo luogo, dove viene nutrita per un tempo, (due) tempi e la metà di un tempo, via dalla “faccia” del serpente.[172]

E quando il drago, Nicola, vide che era stato scacciato fuori della Gerusalemme santa, si avventò contro la comunità da cui è uscito il maschio, Giovanni.

E fu dato alla comunità l’aiuto del capo del popolo di Galilea (che si può rappresentare come la grande aquila dalle due ali spiegate in quanto comprende due regioni importanti), perché voli nel deserto verso il suo luogo, dove viene nutrita per i secondi tre anni e mezzo, dal 37 al 41 circa, via dal cospetto del serpente.

[15]E il serpente lanciò dalla sua bocca acqua[173] come fiume dietro alla donna, per farla portar via dal fiume.

E il serpente lanciò dalla sua bocca un’offensiva dottrinale contro quella comunità, attraverso personaggi di una regione delle Genti lontana dal mar Mediterraneo, per farla persuadere dalla dottrina di quella gente.

[16]E la terra portò aiuto alla donna, e la terra aprì la sua bocca e inghiottì il fiume che il drago aveva lanciato dalla propria bocca.

[17]E il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù.

[18]E stette ritto sulla sabbia del mare.

E molti in Israele portarono aiuto alla donna, e aprirono la loro bocca e per controbattere le persone di quella regione alla quale il drago aveva dato il suo ordine. E il drago si infuriò contro quella comunità e se ne andò a fare opera di convinzione contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù, ossia contro i cristiani ebrei che si trovano tra le Genti.

E si stabilì sul territorio delle Genti, a Pergamo.


 
La “bestia” che sale dal “mare”
e
la “bestia” che sale dalla “terra”

 

13 [1]E vidi salire dal mare una bestia[174] che aveva dieci corna[175] e sette teste, sulle sue corna dieci corone reali e sulle sue teste un nome di bestemmia.[176]

[2]La bestia che io vidi era simile a una pantera, e i piedi di questa come di un orso e la bocca di questa come bocca di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e autorità grande.

[3]E una delle sue teste come sacrificata a morte, e la piaga della sua morte è stata guarita. E fu presa da stordimento la terra intera, dietro alla bestia

[4]e (gli uomini) adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: «Chi (è) simile alla bestia e chi può combattere con essa?».

E vidi salire dalle Genti come una bestia, il potere di Roma, che aveva l’appoggio di dieci personaggi religiosi potenti in Israele e il suo potere è rappresentato da sette personaggi, i suoi dieci sostenitori aspirano alla corona reale e sulle teste dei suoi personaggi potenti un nome di bestemmia, perché aderiscono all’imperatore che si fa adorare come divinità.

Il potere che io vidi era più rapido di una pantera, e la sua dottrina è quella di divorare tutto come un orso e comunica con gli Ebrei attraverso i capi di Giudea. Il drago le diede la sua forza, il suo appoggio come capo religioso e autorità grande.

E uno dei potenti di Roma, Gaio Cesare detto Caligola, è stato assassinato, ma il disorientamento per la sua morte è stato presto superato. E fu presa da stordimento l’intera terra d’Israele, dietro al potere di Roma e molti ebrei si associarono al drago perché aveva messo il suo potere al servizio di Roma e si sottomisero al potere di Roma dicendo: «Chi è più potente di Roma e chi può opporsi a essa?».

[5]E a essa fu data una bocca che diceva cose grandi e bestemmie, e le fu dato il potere di agire per quarantadue mesi.[177]

[6]E aprì la sua bocca a bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, quelli che dimorano in cielo.[178]

[7]E le fu concesso di far guerra contro i santi e di vincerli,[179] e le fu dato potere sopra ogni tribù, popolo, lingua e nazione.

[8]E l’adoreranno tutti coloro che abitano sulla terra, di cui il nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel volume della vita dell’Agnello immolato.[180]

[9]Se qualcuno ha orecchi, ascolti:

[10]«Se qualcuno (deve andare) in prigionia, andrà in prigionia;

se qualcuno (deve) essere ucciso di spada di spada (deve) essere ucciso».[181]

Qui è la perseveranza e la fede dei santi.[182]

E a essa fu data una bocca che diceva cose strabilianti e bestemmie, e le fu dato il potere di agire per i terzi tre anni e mezzo (dal 41 al 44 circa).

E aprì la sua bocca a bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, quelli che dimorano nella Gerusalemme santa.

E le fu concesso di far guerra contro i santi, tra i quali Pietro, Giovanni e Giacomo e di vincerli, e le fu dato potere sopra ogni tribù, popolo, lingua e nazione.

E l’adoreranno come Dio tutti gli Ebrei, di cui il nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel volume della vita dell’Agnello immolato.

Se qualcuno ha orecchi, faccia attenzione a ciò che ha ordinato Gaio Cesare Caligola a Petronio:

«Se qualcuno deve andare in prigionia, andrà in prigionia; se qualcuno deve essere ucciso di spada di spada deve essere ucciso».[183]

In momenti come questi gli Ebrei e i Cristiani devono essere perseveranti e aver fede.

[11]E vidi un’altra bestia,[184] che saliva dalla terra, e aveva due corna, simile a un agnello, e parla come un drago.

[12]Essa esercita tutto il potere della prima bestia di fronte a essa e fa in modo che la terra e quelli che abitano in essa adorino la prima bestia, della cui morte è stata guarita la ferita.[185]

[13]E compie segni grandi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra di fronte agli uomini.

[14]E seduce coloro che abitano sulla terra per mezzo dei segni che le è stato dato di compiere di fronte alla bestia, dicendo a coloro che abitano sulla terra di fare una statua alla bestia,[186] che ha la ferita della spada ed è rivissuta.[187]

[15]E le è stato concesso di dare spirito alla statua della bestia perché la statua della bestia perfino parlasse e facesse sì che coloro che non avessero adorato la statua della bestia fossero uccisi.

[16]E fa sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, diano un marchio sulla mano destra o sulla fronte;

[17]e che nessuno possa comprare o vendere[188] se non colui che ha il marchio, il nome della bestia o il numero del suo nome.

E vidi un altro potere, quello di una parte dei sacerdoti, che è cresciuto in Israele e aveva due sostenitori, più potenti di quelli dei Cristiani ebrei, e ha una dottrina come quella di Nicola, simboleggiato dal drago. Esso esercita tutto il potere di Roma di fronte a essa e fa in modo che gli Ebrei d’Israele e di fuori adorino come una divinità Roma, della cui morte è stata guarita la ferita.

E compie segni grandi, fino a fare scendere fuoco di Spirito Santo dalla Gerusalemme santa sul popolo, beffandosi dei fedeli di Gesù e di Dio. E seduce ebrei di ogni dove per mezzo dei segni che le è stato dato di compiere al cospetto di Roma, cercando di convincere gli Ebrei a fare una statua al potere di Roma, la bestia che ha la ferita della spada ed è rivissuta.

E le è stato concesso di dare spirito alla statua del potere di Roma perché la statua della bestia perfino parlasse e facesse sì che coloro che non avessero adorato la statua fossero uccisi. E fa sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, diano un marchio sulla mano destra o sulla fronte; e che nessuno possa comprare o vendere se non colui che ha il marchio, il nome del potere di Roma o il numero del suo nome.

[18]Qui è la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia, infatti è un numero d’uomo, e il suo numero (è) seicentosessantasei.[189]

Qui è la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero del potere di Roma, infatti è un numero composto da nomi d’uomo, e il suo numero è seicentosessantasei.


 
I “redenti della terra” che seguono l’Agnello

 

14 [1]E vidi, ed ecco l’Agnello ritto sul monte Sion e con lui centoquarantaquattromila che avevano il suo nome e il nome del Padre suo inciso sulla fronte.[190]

E vidi, ed ecco l’Agnello, sacrificato per tutti gli Ebrei, ritto sul monte Sion, perché riconosciuto nella Gerusalemme santa, e con lui centoquarantaquattromila che avevano il suo nome e il nome del Padre suo inciso sulla fronte, perché erano Ebrei e Cristiani fedeli.

[2]E udii una voce dal cielo, come voce di molte acque e come voce di tuono grande, e la voce che udii (era) come di suonatori di arpa che suonavano con le loro arpe.

[3]E cantano come un cantico nuovo di fronte al trono e di fronte ai quattro animali e agli anziani, e nessuno poteva comprendere il cantico se non i centoquarantaquattromila, i redenti dalla terra.[191]

[4]Questi sono quelli che non si sono contaminati con donne, sono infatti vergini, questi che seguono l’Agnello dovunque vada. Questi sono stati redenti di tra gli uomini come primizie[192] per Dio e per l’Agnello,

[5]e sulla loro bocca non fu trovata menzogna; sono irreprensibili.[193]

E udii una voce dalla Gerusalemme santa, come voce di molte persone di popoli diversi e come voce di rivelazione grande per tutti, e la voce che udii era in armonia perfetta come di suonatori di arpa, che suonavano i salmi ebrei con le loro arpe.

E cantano come un cantico nuovo di fronte al trono di Dio e di fronte ai quattro capi del popolo e agli anziani capi dei sacerdoti, e nessuno poteva comprendere il cantico e l’armonia, che si estendeva, se non i centoquarantaquattromila, i redenti d’Israele.