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In Name of Mary

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Solidità della Dottrina e della Tradizione

I testimoni delle origini

(Se il file viene salvato sul computer e viene aperto in Word, riacquista tutte le caratteristiche originali, con le note sotto ogni capitolo)

 

 

Gesù,

il Cristo

 

«venuto a cercare e a salvare ciò che è perduto» (Lc 19,10)

 

 

 

 

 

 

 

 

Esposizione di fatti

ottenuta, combinando i Vangeli tra loro,

da Giovanni Conforti

 


Riprendiamo questa frase da Qoèlet:

«Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c'è niente di nuovo sotto il sole».

Qoelet 1,9

 

La sentenza è, umanamente, inappellabile; ma Gesù Cristo offre un esito sorprendente.

 

Quindi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella.

Ed è beato chiunque non si scandalizzerà di me!».

Lc 7,22-23

 

Egli, in altre parole, cambia proprio le cose peggiori che sono sotto il sole, mantenendo stabile ciò che Dio ha creato, perché è «cosa buona».

 

Il Signore non teme la nostra curiosità

 

Suscitano molta curiosità l’enigma sinottico, i testi del Nuovo Testamento difficili in lingua greca e il fatto che il Vangelo di Giovanni, nonostante la sua profondità, sia il più facile da capire per i più giovani.

Inoltre ci chiediamo: i testimoni della vita del Cristo hanno avuto l’accortezza di raccontare fedelmente i fatti, così che se ne conservasse tutta l’efficacia?

A causa dei dubbi c’è chi ha rinunciato a conoscere Gesù storico e ha dovuto accontentarsi dell’ideale che egli rappresenta e dell’utopia che sia risorto.

Ma gli ideali stancano, soprattutto se dobbiamo alimentarli continuamente e non trovano conforto nella realtà. Molti hanno sentito come una liberazione abbandonarli e, magari, diventare atei.

A-teismo è una negazione; nasce dalla confusione, dalla stanchezza di dover essere noi a sostenere la verità, senza prospettiva di novità, senza risposta alle curiosità.

 

Fatti storici, salvezza concreta

 

Il risultato di quest’umile ricerca è che i Vangeli sono dei racconti storici, per cui noi possiamo vivere realmente con la compagnia del Cristo Salvatore, senza tanto riflettere.

Per mezzo di alcune autorità ebraiche, greche e romane, ci è stata garantita la certificazione della vita di Gesù, il Messia, il Cristo. Il racconto evangelico certifica i fatti; anzi, essendo fedele, ci mette in contatto diretto con i fatti stessi, con il Protagonista.

Due dei Vangeli valgono come certificazione delle parole e opere di questa Persona. Egli è vissuto, morto, risorto ed è vivo per sempre.

Nessuno è in grado di spiegare (Gv 10,33) come un uomo possa essere Figlio di Dio, se non Lui stesso. Però questo è avvenuto e i Vangeli lo raccontano con precisione.

Non solo. Il Cristo storico ha trasmesso i suoi poteri alle persone, fino a oggi, nella sua Chiesa.

Evidentemente i libri possono certificare i poteri, ma non potevano contenerli e non li possono trasmettere.

Essendo Gesù Cristo l’unico intermediario storico tra la nostra realtà e ciò che le ha dato origine, non siamo noi che possiamo dare importanza a lui, è lui che dà vita a noi. Egli non dipende da noi. È lui, anche se non vogliamo, anche se ci teniamo alla larga da lui

E ricordiamo che il Cristo, nella sua opera, non vuole fare a meno di sua madre, Maria, e dei suoi fedeli santi.

Se egli è storico e se lo conosciamo bene, la conseguenza è che ciascuno di noi, in modo personale, ritrova salva da lui tutta la propria vita. Ciascuno si può rispecchiare in lui, senza riserve.

 



Per ricostruire fedelmente il racconto della vita di Gesù ci si deve attenere innanzi tutto al Vangelo di Luca e a quello di Giovanni, che vengono certificati come fedeli agli avvenimenti attraverso dichiarazioni formali: Lc 1,1-4; Gv 3,11; 19,35; 21,24.

Il Vangelo di Luca ci dà meno riferimenti di luogo e di tempo che non gli altri ma, intercalando nei punti giusti le parti del Vangelo di Giovanni, scritto anch’esso in ordine esatto di tempo, ecco apparire un racconto molto dettagliato anche nei tempi e nei luoghi. Questi due Vangeli offrono il racconto certificato degli avvenimenti, in ordine cronologico.

Aggiungendo alcune precisazioni raccolte dai Vangeli di Matteo e Marco otteniamo una narrazione esauriente di tutti i momenti importanti della vita di Gesù.

 

 

 

 


I fatti hanno inizio nel 4 a.C.

 

Lc 1[1]

[1]Poiché molti hanno proprio[2] incominciato a ricomporre un racconto (ufficiale)[3] riguardante gli avvenimenti che si sono conclusi tra noi, [4]

[2]come ci hanno concesso coloro che dall’inizio (ne) sono stati testimoni oculari e incaricati della relazione,[5]

[3]anch’io, dopo averli acquisiti tutti da cima (a fondo) con esattezza, ho deciso di scriver(li) ordinatamente a te, eccellentissimo Teòfilo,

[4]perché tu veda la documentazione concernente le relazioni che hai ricevuto a voce.[6]

 

Metà di ottobre dell’anno 4 a. C.

 

[5]Avvenne nei giorni di Erode,[7] re della Giudea: un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abìa, e sua moglie una discendente di Aronne di nome Elisabetta.

[6]Erano entrambi giusti davanti a Dio, camminando irreprensibili in tutte le leggi e le prescrizioni del Signore.

[7]Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti nei loro giorni.

[8]Avvenne mentre egli officiava davanti al Signore nel turno della sua classe:

[9]secondo l’usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di fare l’offerta dell’incenso, entrando nel tempio del Signore,

[10]e tutta l’assemblea del popolo era in preghiera di fuori nell’ora dell’incenso.

[11]Gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso.

[12]Si turbò Zaccaria vedendolo, e fu preso da timore.

[13]Ma l’angelo gli disse:

«Non temere, Zaccaria,

perché la tua preghiera è stata esaudita

e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio,

che chiamerai Giovanni.

[14]Avrai gioia ed esultanza

e molti si rallegreranno della sua nascita,

[15]infatti sarà grande davanti al Signore,

e non berrà vino né bevanda inebriante,

e sarà pieno di Spirito Santo

fin dal seno di sua madre

[16]e ricondurrà molti dei figli d’Israele

al Signore loro Dio.

[17]Egli camminerà innanzi a lui

con lo spirito e la forza di Elia,

per far tornare il cuore dei padri sui figli[8]

e i ribelli a pensieri da giusti,

così da preparare al Signore un popolo ben disposto».

[18]Zaccaria disse all’angelo: «Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata nei suoi giorni».

[19]L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questi lieti annunzi.

[20]Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo».

[21]E il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio.

[22]Quando poi uscì non poteva parlare loro, e capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Egli faceva loro dei cenni e restava muto.

[23]E avvenne che, compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa.

[24]Dopo questi giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi, dicendo:

[25]«Così ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini».

 

Circa il 25 marzo del 3 a. C.

 

Lc 1

[26]Nel sesto mese,[9] l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,

[27]a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.

[28]Entrando da lei,[10] disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».

[29]A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.

[30]L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

[31]Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

[32]Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre

[33]e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».[11]

[34]Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».

[35]Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.

[36]Vedi: anche Elisabetta, tua parente,[12] nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:

[37]nulla sarà impossibile presso Dio».

[38]Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei.

 

Mt 1

[18]La nascita di Gesù Cristo avveniva così: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe,[13] prima che andassero a vivere insieme si trovò gravida per opera dello Spirito Santo.

[19]Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.

[20]Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.

[21]Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

[22]Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

[23]Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio e lo chiameranno Emmanuele, che, tradotto, significa Dio con noi.

[24]Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore: prese con sé la sua sposa.

 

Lc 1

[39]In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.

[40]Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.

[41]Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo

[42]ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!

[43]A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? [14]

[44]Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo.

[45]E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore».

[46]Allora Maria disse:[15]

«L’anima mia magnifica il Signore

[47]e il mio spirito esulta a Dio, mio salvatore,

[48]perché ha guardato all’umiltà della sua serva.

Ecco, infatti, d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata,

[49]perché grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente.

Santo è il suo nome

[50]e la sua misericordia verso generazioni e generazioni,

per quelli che lo temono.

[51]Ha messo in atto potenza con il suo braccio,

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

[52]ha rovesciato i potenti dai troni,

ha innalzato gli umili;

[53]ha ricolmato di beni gli affamati,

ha rimandato a mani vuote i ricchi.

[54]Si è preso cura di Israele, suo servo,

per onorare (la sua) misericordia,

[55]secondo quanto aveva detto ai nostri padri,

ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».

[56]Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

[57]Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio.

[58]I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano insieme a lei.

[59]E avvenne nell’ottavo giorno: vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria.

[60]Ma sua madre intervenne: «No, invece si chiamerà Giovanni».

[61]Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».

[62]Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse.

[63]Egli chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati.

[64]In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.

[65]Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose.[16]

[66]Tutti coloro che le udivano, le fissarono nel loro cuore,[17] dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». Infatti la mano del Signore era con lui.

[67]Zaccaria, suo padre, fu pieno di Spirito Santo e profetò dicendo:

[68]«Benedetto il Signore Dio d’Israele,

perché ha visitato e redento il suo popolo,

[69]e ha suscitato salvezza potente per noi

nella casa di Davide, suo servo,

[70]come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo,

[71]salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di tutti quelli che ci odiano,

[72]compiere la misericordia (stabilita) con i nostri padri

e ricordarsi della sua santa alleanza,

[73]giuramento che fece ad Abramo, nostro padre,

[74]per permetterci, liberati dalla mano dei nemici,

di servirlo senza timore,

[75]in santità e giustizia

al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

[76]E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo: infatti camminerai al cospetto del Signore a preparargli le strade,

[77]per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza con la remissione dei suoi peccati,

[78]grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio,

con la quale verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge

[79]a rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte

per dirigere i nostri passi su una via di pace».

[80]Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito e stava nei luoghi deserti[18] fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

 

Lc 2

[1]Avvenne in quei giorni che uscì un decreto di Cesare Augusto di fare il censimento di tutto il mondo abitato.

[2]Questo fu il primo censimento (che si svolse) mentre era governatore della Siria Quirinio.[19]

[3]Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.

[4]Salì anche Giuseppe, dalla città di Nazaret in Galilea alla città di Davide, che è chiamata Betlemme, in Giudea, poiché era della casa e della famiglia di Davide,

[5]per farsi registrare insieme a Maria, quella che era stata promessa sposa a lui, che era gravida.

 

Circa 25 dicembre, anno 3 a.C.

 

Mt 1

[25]E non la conosceva finché[20] non partorì un figlio; ed egli lo chiamò Gesù.

 

Lc 2

[6]Avvenne che, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.

[7]Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.

 

Mt 2

[1a]Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode.

 

Lc 2

[8]In quella stessa zona alcuni pastori si trattenevano in campagna e svolgevano le guardie notturne al loro gregge.[21]

[9]Un angelo del Signore si presentò a loro e una gloria del Signore splendette intorno a loro ed essi furono presi da grande spavento.

[10]E disse loro l’angelo: «Non temete, ecco vi porto il buon annuncio di una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:

[11]oggi vi è nato un salvatore, che è Cristo Signore,[22] nella città di Davide.

[12]Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia».

[13]E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva:

[14]«Gloria nel più alto (dei cieli) a Dio

e in terra pace

di benevolenza[23] tra gli uomini».

[15]E avvenne, appena gli angeli si allontanarono da loro verso il cielo, che i pastori dicevano fra loro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».

[16]Andarono spediti e rintracciarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.

[17]E, dopo aver visto, hanno fatto conoscere quanto era stato detto loro riguardo a quel bambino.

[18]Tutti quelli che hanno udito, si sono stupiti delle cose dette loro dai pastori.

[19]Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose,[24] raccolte nel suo cuore.[25]

[20]I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, conformemente a quanto era stato detto loro.

[21]Quando furono passati gli otto giorni prescritti per circonciderlo, fu anche chiamato con il nome di Gesù, quello che gli era stato dato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo.

[22]Quando si compirono i giorni della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino su a Gerusalemme per offrirlo al Signore,

[23]come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà chiamato sacro al Signore;

[24]e per offrire in sacrificio, come è prescritto nella Legge del Signore, una coppia di tortore o due giovani colombi.

[25]Ed ecco: a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele;

[26]lo Spirito Santo era sopra di lui, e gli era stato preannunziato dallo Spirito Santo che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.

[27]Mosso dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che era stabilito dalla Legge per lui,

[28]lo prese tra le braccia e benedisse Dio dicendo:

[29]«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada

in pace secondo la tua parola;

[30]perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,

[31]che hai preparato di fronte a tutti i popoli,

[32]luce per illuminare le genti

e gloria del tuo popolo Israele».

[33]Suo padre e sua madre erano stupiti delle cose che si dicevano di lui.

[34]Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Ecco: egli è qui per la rovina e la risurrezio­ne di molti in Israele, e come segno di contraddizione

[35] - e anche a te una spada trafiggerà l’anima[26] - perché siano svelati i pensieri di molti cuori».

[36]C’era anche Anna, una profetessa, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza,

[37]era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.

[38]Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

 

Inizio anno 1 a. C.

 

Mt 2

[1b]Ecco, alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano:

[2]«Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo».

[3]All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme.

[4]Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia.

[5]Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

[6]E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele.

[7]Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella[27]

[8]e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».

[9]Udito il re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto in Oriente, li precedeva,[28] finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.

[10]Al vedere la stella, essi avevano provato una grandissima gioia.

[11]Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.

[12]Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

[13]Partiti loro, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo».

[14]Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e si ritirò in Egitto,

[15]e rimase là fino alla fine di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio.

[16]Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s’infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi.[29]

[17]Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:

[18]Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più.

 

Circa tre mesi dopo

 

[19]Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto

[20]e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nel paese d’Israele; perché sono morti coloro[30] che insidiavano la vita del bambino».

[21]Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d’Israele.

[22]Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea

[23]e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

 

Lc 2

[39]Quando ebbero compiuto tutto ciò che era richiesto dalla legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret.

[40]Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e grazia di Dio era sopra di lui.

[41]I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua.

 

Pasqua dell’11 d. C.

 

[42]Quando ebbe dodici anni, essi vi salirono di nuovo

[43]e trascorsero i giorni della festa secondo l’usanza; mentre essi erano sulla via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme e i suoi genitori non se ne accorsero.

[44]Credendo che egli fosse nella carovana, fecero il viaggio di un giorno, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;

[45]non avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme in cerca di lui.

[46]E avvenne che dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava.

[47]E tutti quelli che l’udivano erano confusi per la sua intelligenza e le sue risposte.

[48]Al vederlo rimasero sbalorditi e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».

[49]Ed egli rispose loro: «Perché mai mi cercavate? Non sapevate che è necessario che io mi occupi delle cose del Padre mio?».[31]

[50]Ma essi non posero attenzione al discorso che fece loro.

 

A Nazaret, fino a 30 anni, obbedienza e lavoro

 

Lc 2

[51]Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte le cose[32] nel suo cuore.

[52]E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.


Ministero del Battista e inizio della vita pubblica di Gesù

 

Seconda metà dell’anno 28 d.C.

 

Lc 3

[1]Nell’anno decimoquinto[33] dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturèa e della regione della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilène,

[2]sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, venne una parola di Dio su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.[34]

[3]E percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati,[35]

[4]com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri![36]

[5]Ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano diritti; i luoghi impervi spianati.

[6]E ogni carne vedrà la salvezza di Dio!

[7]Diceva allora alle folle che andavano a farsi battezzare da lui: «Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all’ira imminente?

[8]Fate dunque frutti degni della conversione e non cominciate a dire tra voi:[37] Abbiamo Abramo per padre! Vi dico infatti che Dio può far sorgere figli ad Abramo da queste pietre.

[9]Anzi, già la scure è pronta vicino alla radice degli alberi; ogni albero che non fa buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco».

[10]E le folle lo interrogavano dicendo: «Che cosa dobbiamo dunque fare?».[38]

[11]Rispondeva: «Chi ha due tuniche, ne condivida con chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».

[12]Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: «Maestro, che dobbiamo fare?».

[13]Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».

[14]Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi che dobbiamo fare?». E disse loro: «Non derubate nessuno con la violenza né con false accuse, contentatevi delle vostre paghe».

[15]Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo,

[16]Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio dei sandali:[39] costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.

[17]Egli ha in mano il suo ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; invece brucerà la pula con fuoco inestinguibile».[40]

[18]Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona notizia.

 

 

Mt 3

[13]In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.

[14]Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?».

[15]Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia».[41] Allora Giovanni acconsentì.

 

Lc 3

[21]Avvenne che quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, si aprì il cielo

[22]e scese su di lui lo Spirito Santo[42] in apparenza corporea, come di colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto».[43]

[23]Gesù quando incominciò il suo ministero era (proprio) sui trent’anni ed era figlio, come si credeva, di Giuseppe, figlio di Eli,

[24]figlio di Mattàt, figlio di Levi, figlio di Melchi, figlio di Innài, figlio di Giuseppe,

[25]figlio di Mattatìa, figlio di Amos, figlio di Naum, figlio di Esli, figlio di Naggài,

[26]figlio di Maat, figlio di Mattatìa, figlio di Semèin, figlio di Iosek, figlio di Ioda,

[27]figlio di Ioanan, figlio di Resa, figlio di Zorobabèle, figlio di Salatiel, figlio di Neri,

[28]figlio di Melchi, figlio di Addi, figlio di Cosam, figlio di Elmadàm, figlio di Er,

[29]figlio di Gesù, figlio di Elièzer, figlio di Iorim, figlio di Mattàt, figlio di Levi,

[30]figlio di Simeone, figlio di Giuda, figlio di Giuseppe, figlio di Ionam, figlio di Eliacim,

[31]figlio di Melèa, figlio di Menna, figlio di Mattatà, figlio di Natàm, figlio di Davide,

[32]figlio di Iesse, figlio di Obed, figlio di Booz, figlio di Sala, figlio di Naàsson,

[33]figlio di Aminadàb, figlio di Admin, figlio di Arni, figlio di Esrom, figlio di Fares, figlio di Giuda,

[34]figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo, figlio di Tare, figlio di Nacor,

[35]figlio di Seruk, figlio di Ragau, figlio di Falek, figlio di Eber, figlio di Sala,

[36]figlio di Cainam, figlio di Arfàcsad, figlio di Sem, figlio di Noè, figlio di Lamech,

[37]figlio di Matusalemme, figlio di Enoch, figlio di Iaret, figlio di Malleèl, figlio di Cainam,

[38]figlio di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio.

 

Lc 4

[1]Gesù, pieno di Spirito Santo,[44] si allontanò dal Giordano e veniva diretto nello spirito nel deserto

[2]per quaranta giorni ed era tentato dal diavolo.[45] Non mangiò nulla[46] in quei giorni e quando furono terminati ebbe fame.

[3]Allora il diavolo gli disse: «Se sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane».

[4]Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo».

[5]Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni del mondo e gli disse:

[6]«Ti darò tutta questa potenza e la gloria di queste cose, perché è in mio potere e la do a chi voglio.

[7]Se dunque ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo».

[8]Gesù gli rispose: «Sta scritto: Ti prostrerai al Signore Dio tuo e lui solo adorerai».

[9]Lo condusse a Gerusalemme, (lo) collocò sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, buttati giù;

[10]sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordine a tuo riguardo, di custodirti;

[11]e anche: ti sosterranno con le mani, perché tu non sbatta il tuo piede contro una pietra».

[12]Gesù gli rispose: «È stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo».[47]

[13]Avendo esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo stette lontano da lui fino al tempo fissato.

 

Inizio anno 29

 

Gv 1[48]

[19]E questa è la testimonianza[49] di Giovanni, quando i Giudei[50] gli hanno inviato[51] da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Chi sei tu?».

[20]Egli ha confessato e non ha negato, e ha confessato: «Io non sono il Cristo».

[21]Allora gli hanno chiesto: «Che cosa dunque? Sei Elia?». Ha risposto: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?». Ha risposto: «No».

[22]Gli hanno dunque chiesto: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?».

[23]Ha risposto: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia».

[24]E c’erano degli inviati dei farisei.

[25]L’hanno interrogato e gli hanno detto: «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?».

[26]Giovanni ha risposto loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi c’è uno che voi non conoscete,

[27]che viene dopo di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo».

[28]Questo è avvenuto in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

[29]Il giorno dopo, Giovanni vede Gesù venire verso di lui e dice: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!

[30]È lui colui del quale io ho detto: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me.

[31]Io non lo conoscevo,[52] ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele».

[32]E Giovanni ha reso testimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba[53] dal cielo e posarsi su di lui.

[33]Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua, quegli mi ha detto: L’uomo sul quale vedrai scendere e trattenersi lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo.

[34]E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio».[54]

[35]Il giorno dopo erano là di nuovo Giovanni e due dei suoi discepoli

[36]ed (egli), fissato lo sguardo su Gesù che passa, dice: «Ecco l’agnello di Dio!».

[37]E i due discepoli l’hanno sentito parlare e hanno seguito Gesù.[55]

[38]Gesù allora si volta e, vedendo che lo seguono, dice loro: «Che cercate?». Gli hanno risposto: «Rabbì (che significa maestro), dove sei ospite?».

[39]Dice loro: «Venite e vedrete». Sono dunque andati e hanno visto dove viene ospitato[56] e quel giorno sono rimasti ospiti presso di lui; era circa l’ora decima.[57]

[40]Era Andrea, fratello di Simon Pietro, uno dei due che hanno udito quelle parole da Giovanni e l’hanno seguito.

[41]Egli incontra per primo suo fratello Simone, e gli dice: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)»

[42]e l’ha condotto da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, ha detto: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)».

[43]Il giorno dopo Gesù ha stabilito di partire per la Galilea; incontra Filippo e gli dice: «Seguimi».

[44]Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro.[58]

[45]Filippo incontra Natanaèle e gli dice: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret».

[46]Natanaèle gli ha detto: «Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?». Filippo gli risponde: «Vieni e vedi».

[47]Gesù ha visto Natanaèle che gli veniva incontro e dice di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità».

[48]Natanaèle gli domanda: «Come mi conosci?». Gli ha risposto Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico».

[49]Gli ha replicato Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!».

[50]Gesù gli ha risposto: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!».

[51]Poi gli dice: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo!».

 

Gv 2

[1]Tre giorni dopo, c’è stato uno sposalizio a Cana di Galilea[59] e c’era la madre di Gesù.

[2]È stato invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.

[3]Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli dice: «Non hanno più vino».

[4]E Gesù risponde: «Che c’è tra me e te,[60] o donna? Non è ancora giunta la mia ora».

[5]La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».

[6]Vi erano là deposte sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili.

[7]E Gesù dice loro: «Riempite d’acqua le giare»; e le hanno riempite fino all’orlo.

[8]Dice loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola».[61] Ed essi gliene hanno portato.

[9]E come ha assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiama lo sposo

[10]e gli dice: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino a ora il vino buono».

[11]In questo modo Gesù ha dato inizio ai segni,[62] in Cana di Galilea, ha manifestato la sua gloria e i suoi discepoli si sono affidati a lui.[63]

[12]Dopo questo fatto, è disceso a Cafarnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si sono fermati colà solo pochi giorni. [64]

 

PASQUA dei Giudei, ANNO 29, a Gerusalemme

 

Gv 2

[13]Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.

[14]Trovò nel tempio coloro che vendevano buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco.[65]

[15]Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; sparse per terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi,

[16]e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato».

[17]I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora.

[18]Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?».

[19]Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».[66]

[20]Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni[67] e tu in tre giorni lo farai risorgere?».

[21]Ma egli parlava del tempio del suo corpo.

[22]Quando poi risuscitò dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

[23]Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa molti, vedendo i segni che faceva, aderirono al suo nome.[68]

[24]Gesù, da parte sua, non si accertava riguardo a loro (secondo la procedura normale per i rabbi),[69] per il fatto che egli conosceva tutti

[25]e perché non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza riguardo alla persona, egli infatti conosceva quello che c’era nella persona.

 

Gv 3

[1]C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodèmo, un capo dei Giudei.

[2]Egli è andato da Gesù, di notte,[70] e gli ha detto: «Rabbì, sappiamo[71] che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui».

[3]Gli ha risposto Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da cima (a fondo),[72] non può vedere il regno di Dio».

[4]Gli dice Nicodèmo: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?».

[5]Gli ha risposto Gesù: «In verità, in verità[73] ti dico, se uno non nasce da acqua[74] e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio.

[6]Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito.

[7]Non stupirti se t’ho detto: dovete nascere “da cima (a fondo)”.

[8]Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene e dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».[75]

[9]Ha replicato Nicodèmo: «Come può accadere questo?».[76]

[10]Gli ha risposto Gesù: «Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose?

[11]In verità, in verità ti dico che noi[77] parliamo di quel che sappiamo[78] e testimoniamo quel che abbiamo veduto;[79] ma voi non accogliete la nostra testimonianza.

[12]Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti?[80]

[13]Nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo.

[14]E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo,

[15]perché chiunque crede in lui abbia vita eterna.[81]

[16]Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia vita eterna.

[17]Dio non ha mandato il Figlio nel mondo perché giudichi il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.[82]

[18]Chi crede in lui non è giudicato; ma chi non crede è già stato giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.

[19]E il giudizio[83] è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie.

[20]Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non va alla luce perché non siano svelate le sue opere.

[21]Ma chi opera la verità va alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».[84]

 

In Giudea

 

Gv 3

[22]Dopo queste cose, Gesù andò con i suoi discepoli nella terra di Giudea; e là si trattenne con loro, e battezzava.

[23]C’era anche Giovanni che battezzava a Enòn,[85] vicino a Saleim - perché c’era là molta acqua -, e si trovavano vicini e battezzavano ciascuno per conto proprio;[86]

[24]Giovanni, infatti, non era stato ancora imprigionato.

[25]Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo la purificazione.

[26]Andarono perciò da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano, e al quale hai reso testimonianza, ecco sta battezzando e tutti accorrono a lui».

[27]Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è dato dal cielo.

[28]Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui.

[29]Chi possiede la sposa è lo sposo; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo.[87] Ora questa mia gioia è compiuta.

[30]Egli deve crescere e io invece diminuire.

[31]Colui che viene (giù) dall’alto[88] è al di sopra di tutti; colui che viene dalla terra[89] appartiene alla terra e parla della terra.[90] Colui che viene dal cielo è al di sopra di tutti:

[32]ciò che ha visto e udito, questo testimonia, e nessuno accoglie la sua testimonianza.[91]

[33]Colui[92] che ha accolto la sua testimonianza, certifica con sigillo che (egli) è il vero Dio.[93]

[34]Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio, poiché, indubbiamente, lo Spirito (gliele) dà non contate.

[35]Il Padre ha caro il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa.

[36]Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi invece non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio incombe su di lui».[94]

 

Fine gennaio anno 30, tra i Samaritani e poi in Galilea

 

Gv 4

[1]Quando il Signore ha saputo che i farisei hanno sentito dire: Gesù fa più discepoli e battezza più di Giovanni -

[2]sebbene non fosse Gesù in persona che battezzava, ma i suoi discepoli -,

[3]ha lasciato la Giudea ed è partito di nuovo per la Galilea.

[4]Doveva perciò attraversare la Samaria.

[5]Giunge pertanto a una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio:

[6]qui c’era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno.

[7]Arriva intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere».

[8]I suoi discepoli infatti sono andati in città a comprare cibi.[95]

[9]Ma la Samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani.

[10]Gesù le ha risposto: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva».[96]

[11]Gli dice la donna: «Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest’acqua viva?

[12]Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?».

[13]Ha risposto Gesù: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete;

[14]ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla in vita eterna».

[15]«Signore, gli dice la donna, dammi di quest’acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua».

[16]Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e poi ritorna qui».

[17]Ha risposto la donna: «Non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene “non ho marito”;

[18]infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».

[19]Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta.

[20]I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».

[21]Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme[97] adorerete il Padre. –

[22]Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. –

[23]Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori.

[24]Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità».

[25]Gli risponde la donna: «So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa».

[26]Le dice Gesù: «Sono io, che ti parlo».

[27]In quel momento sono arrivati i suoi discepoli e si sono meravigliati che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli ha detto: «Che desideri?», o: «Perché parli con lei?».

[28]La donna intanto ha lasciato la brocca, è andata in città e dice alla gente:

[29]«Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?».

[30]Sono usciti dalla città e venivano da lui.

[31]Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia».

[32]Ma egli ha risposto: «Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete».

[33]E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?».

[34]Gesù dice loro: «Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera.

[35]Non dite voi: Ci sono ancora quattro mesi[98] e poi viene la mietitura?[99] Ecco, io vi dico: Levate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura.[100]

[36]E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché ne goda insieme chi semina e chi miete.

[37]In questo è vero il detto: uno è chi semina e un altro chi miete.

[38]Io vi ho mandato a mietere ciò che voi non avete lavorato; altri hanno lavorato e voi siete subentrati nel loro lavoro».

[39]Molti Samaritani di quella città hanno creduto in lui per le parole della donna che dichiarava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto».

[40]E quando i Samaritani sono giunti da lui, lo hanno pregato di restare ospite da loro ed egli vi è rimasto due giorni.

[41]Molti di più hanno creduto per la sua parola

[42]e dicevano alla donna: «Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

[43]Trascorsi due giorni, è partito di là per andare in Galilea.

 


 


Maestro in Galilea, dà inizio al Regno di carità

 

Lc 3

[19]Ma il tetrarca Erode, biasimato da lui (Giovanni Battista) a causa di Erodìade, moglie di suo fratello, e per tutte le scelleratezze che aveva commesso,

[20]aggiunse alle altre anche questa: fece rinchiudere Giovanni in prigione.

 

Mt 4

[12]Avendo saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea.

 

Lc 4

[14]Gesù, nella potenza dello Spirito Santo, ritornò in Galilea e la fama di lui si diffuse tutt’intorno nella regione.

[15]Egli insegnava nelle loro sinagoghe ed era stimato da tutti.

 

Di nuovo a Cana

 

Gv 4

[44]A dire il vero, Gesù stesso ha dato la prova[101] che un profeta non ottiene riconoscimento nella sua patria.

[45]Sta di fatto che, quando è giunto in Galilea, i Galilei lo hanno accolto con gioia, perché hanno visto tutto quello che ha fatto a Gerusalemme durante la festa; anch’essi infatti sono andati alla festa.

[46]Si è recato dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re,[102] che aveva un figlio malato a Cafarnao.

[47]Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si è recato da lui e l’ha pregato di scendere a guarire suo figlio poiché stava per morire.

[48]Gesù gli ha detto: «Se non vedete segni e prodigi, non (c’è verso) che crediate».

[49]Ma il funzionario del re gli dice: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia».

[50]Gesù gli risponde: «Va’, tuo figlio vive».[103] Quell’uomo ha creduto alla parola che gli ha detto Gesù e si è messo in cammino.

[51]Proprio mentre scendeva, gli sono venuti incontro i servi a dirgli: «Tuo figlio vive!».

[52]Si è poi informato a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli hanno detto: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno la febbre lo ha lasciato».

[53]Il padre ha riconosciuto che proprio in quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive» e ha creduto lui con tutta la sua famiglia.

[54]Gesù ha fatto questo secondo miracolo tornando dalla Giudea in Galilea.

 

A Nazareth, discorso nella sinagoga

 

Lc 4

[16]Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; e il giorno di sabato entrò, secondo il suo solito, nella sinagoga e si alzò a leggere.

[17]Gli fu dato un rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:

[18]Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione per annunziare ai poveri un lieto messaggio, mi ha mandato a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi il ricupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi,

[19]a predicare un anno di grazia del Signore.

[20]Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’incaricato[104] e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga erano rivolti a lui.

[21]Cominciò dunque a dire loro: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che avete udito con i vostri orecchi».

[22]Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle espressioni della grazia (di Dio) che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è figlio di Giuseppe costui?».[105]

[23]Egli disse loro: «Sicuramente mi esporrete questo paragone: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che è accaduto fino a[106] Cafarnao, fallo anche qui, nella tua patria!».

[24]Aggiunse però: «In verità, vi dico che nessun profeta è riconosciuto nella sua patria.

[25]In verità, vi dico pertanto: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi così che ci fu una grande carestia in tutto il paese;

[26]ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone.

[27]C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro».

[28]All’udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno;[107]

[29]si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fino a un poggio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù.

[30]Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.

 

A Cafarnao (febbraio, anno 30)

 

Mt 4

[13]E, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali…

 

Lc 4

[31]E discese a Cafarnao, una città della Galilea, e al sabato ammaestrava gli abitanti.

[32]Rimanevano colpiti dal suo insegnamento, perché il suo discorso veniva da autorità.

[33]Nella sinagoga c’era un uomo con un demonio immondo e cominciò a gridare a gran voce:

[34]«Ehi! Che c’è tra noi e te,[108] Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? So bene chi sei: il Santo di Dio!».

[35]Gesù gli intimò: «Taci, esci da costui!». E il demonio, gettatolo qua e là nel mezzo, uscì da lui, senza fargli alcun male.

[36]Tutti furono presi da paura e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti immondi ed essi se ne vanno?».

[37]E si diffondeva la fama di lui in ogni luogo della regione circostante.

[38]Alzatosi dalla sinagoga entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei.

[39]Chinatosi su di lei, intimò alla febbre, e la febbre la lasciò. Levatasi all’istante, la donna cominciò a servirli.

[40]Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di qualsiasi genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo le mani su ciascuno di loro, li guariva.

[41]Da molti uscivano anche demòni gridando e affermando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli minacciandoli non permetteva loro che dicessero di sapere che egli era il Cristo.[109]

 

Fino alle sinagoghe della Giudea (dalla primavera dell’anno 30 ai primi mesi dell’anno 31: l'«anno di grazia» di predicazione di Gesù)

 

Lc 4

[42]Divenuto giorno uscì e si incamminò verso un luogo deserto.[110] Le folle lo cercavano, lo raggiunsero e gli impedivano di andarsene via da loro.

[43]Ma egli disse loro: «È necessario che io dia la buona notizia del regno di Dio[111] anche alle altre città, perché sono stato mandato per questo».

[44]Andava predicando fino alle[112] sinagoghe della Giudea.[113]

 

In Galilea

 

Lc 5

[1]Avvenne che, mentre la folla gli faceva ressa intorno e ascoltava la parola di Dio ed egli stava in piedi presso il lago di Genèsaret,

[2]vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti.[114]

[3]Salito in una delle barche, che era di Simone, lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca.

[4]Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e calate le vostre reti per la pesca».

[5]E Simone rispose: «Maestro, faticando tutta la notte non abbiamo preso nulla; però, sulla tua parola, getterò le reti».

[6]E avendo fatto ciò, presero una quantità enorme di pesci: le loro reti si rompevano.

[7]Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca di venire ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche quasi al punto da affondare.

[8]Al veder questo, Simon Pietro si prostrò davanti alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Allontanati da me perché sono un uomo peccatore, Signore».

[9]Sbalordimento infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano con lui per l’insieme dei pesci pescati;

[10]così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. E Gesù disse a Simone: «Non temere;[115] d’ora in poi pescherai uomini».

[11]Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.[116]

[12]E avvenne mentre egli si trovava in una città: ecco un uomo coperto di lebbra. Vedendo Gesù si prostrò con la faccia a terra e lo pregò: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».

[13]Gesù stese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui.

[14]Gli ordinò di non dirlo a nessuno, ma: «Va’, mostrati al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione come ha stabilito Mosè, a testimonianza per loro».

 

Mc 1

[45]Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte.

 

Lc 5

[15]Si diffondeva ancor più il parlare di lui e folle numerose venivano per ascoltare e farsi guarire dalle loro infermità.

 

Mt 4

[23]Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona notizia del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

[24]La sua fama si sparse per tutta la Siria e così condussero a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì.

[25]E grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.

 

Lc 5

[16]Ma egli stava ritirato nei luoghi deserti e in preghiera.[117]

 

Mc 2

[1]Quando entrò di nuovo a Cafarnao, dopo alcuni giorni, si seppe che era in casa..

[2]e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola.

 

Lc 5

[17]E avvenne un giorno: stava insegnando ed erano seduti farisei e dottori della legge, che erano venuti da ogni villaggio della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.[118]

 

Mc 2

[3]Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone.

 

Lc 5

[18]Ed ecco degli uomini che portavano sopra un letto un uomo paralitico e cercavano di introdurlo (in casa) e di metterlo davanti a lui.

[19]Non trovando da qual parte portarlo dentro a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole,[119] lo calarono con il lettuccio là in mezzo, davanti a Gesù.

[20]Veduta la loro fede, disse: «Uomo, ti sono rimessi i tuoi peccati».

[21]Gli scribi e i farisei cominciarono a consultarsi dicendo: «Chi è costui che pronuncia bestemmie? Chi può rimettere i peccati, se non Dio soltanto?».

[22]Gesù, accortosi dei loro dubbi, rispose: «Che cosa andate ragionando nei vostri cuori?

[23]Che cosa è più facile, dire: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire: Alzati e cammina?

[24]Ma, perché possiate vedere che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, io ti dico - esclamò, rivolto al paralitico -: alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua!».

[25]Subito egli si alzò davanti a loro, prese ciò su cui era disteso e si avviò verso casa glorificando Dio.

[26]E uno stupore prese tutti quanti e lodavano Dio; erano pieni di timore e dicevano: «Oggi abbiamo visto cose mirabili».

[27]Dopo ciò egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!».[120]

 

Mt 9

[9]Andando via di là, Gesù vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.

 

Lc 5

[28]Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.

[29]E Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa e c’era folla di pubblicani e di altri che erano seduti a tavola con loro.

[30]I farisei e i loro scribi mormoravano ai suoi discepoli: «Per quale motivo mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori?».

[31]E Gesù rispose loro: «Non hanno bisogno di medico coloro che sono sani, ma coloro che sono malati;

[32]non sono venuto a chiamare a conversione[121] dei giusti ma dei peccatori».

[33]Allora gli dissero: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno orazioni; così pure quelli dei farisei; invece i tuoi mangiano e bevono!».

[34]Gesù rispose: «Potete far digiunare gli accompagnatori dello sposo, mentre lo sposo è con loro?

[35]Verranno però i giorni in cui lo sposo sarà strappato da loro; allora, in quei giorni, digiuneranno».

[36]Diceva anche una parabola[122] di fronte a loro: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per attaccarlo a un vestito vecchio; altrimenti strappa il nuovo e la toppa presa dal nuovo non si adatta al vecchio.

[37]E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti.

[38]Invece bisogna mettere vino nuovo in otri nuovi.

[39]E nessuno che beva del vecchio desidera del nuovo, perché dice: Il vecchio è buono!».[123]

 

Fine maggio dell’anno 31: la scelta dei Dodici e il Discorso della montagna

 

Lc 6

[1]Avvenne un sabato, primo di due,[124] che egli passò attraverso campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe,[125] sfregandole con le mani.

[2]Alcuni farisei dissero: «Perché fate ciò che non è permesso nei giorni di sabato?».

[3]Gesù rispose: «Non avete mai letto ciò che fece Davide, quando ebbe fame lui e i suoi compagni?

[4]Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non fosse lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».

[5]E diceva loro: «È signore del sabato il Figlio dell’uomo».

[6]Avvenne, un altro sabato, che egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare e c’era là un uomo, che aveva la mano destra inaridita.

[7]Lo osservavano gli scribi e i farisei per vedere se lo guariva di sabato, allo scopo di trovare un capo di accusa contro di lui.

[8]Ma Gesù era a conoscenza dei loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano inaridita: «Alzati e mettiti nel mezzo!». Egli, alzatosi, vi si mise.

[9]Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: Durante il sabato è lecito fare del bene, o fare del male, salvare un’anima,[126] o perderla?».

[10]E volgendo tutt’intorno lo sguardo su di loro, disse all’uomo: «Stendi la tua mano!». Egli lo fece e la mano fu guarita.

[11]Ma essi furono pieni di rabbia[127] e discutevano fra di loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

[12]Avvenne anche, in quei giorni, che egli uscì per andare sulla montagna a pregare e, passandovi la notte, perseverava nella preghiera a Dio.[128]

[13]Quando venne giorno, chiamò vicino i suoi discepoli e, scegliendone dodici che fossero anche apostoli, chiamò:

[14]Simone, che ha chiamato anche Pietro,[129] Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo,

[15]Matteo, Tommaso, Giacomo d’Alfeo, Simone soprannominato Zelota,

[16]Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che è stato traditore.

[17]Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante; e c’era gran folla di suoi discepoli, gran moltitudine di gente da tutta la Giudea e da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone,[130]

[18]che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie. Anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi venivano guariti

[19]e tutta la folla cercava di toccarlo, perché una potenza usciva da lui e sanava tutti.

[20]Ed egli, alzati gli occhi verso i suoi discepoli,[131] diceva:

«Beati voi poveri,

perché vostro è il regno di Dio.[132]

[21]Beati voi che adesso avete fame,

perché sarete saziati.

Beati voi che adesso piangete,

perché riderete.

[22]Siate felici quando gli uomini vi odieranno e vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo.[133]

[23]Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti si comportavano i loro padri con i profeti.[134]

[24]Invece guai a voi, ricchi,

perché tenete lontano il vostro invito (al Regno di Dio).[135]

[25]Guai a voi che siete sazi ora,

perché avrete fame.

Guai a voi che ridete ora,

perché sarete afflitti e piangerete.

[26]Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi.

Allo stesso modo infatti si comportavano i loro padri con i falsi profeti.

[27]Ma dico[136] a voi che ascoltate: Abbiate cari[137] i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano,

[28]benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano.

[29]A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra;[138] a chi ti leva il mantello, non trattenere la tunica.

[30]Da’ a chiunque ti chiede; e a chi porta via del tuo, non richiederlo.

[31]E come volete che le persone facciano con voi, allo stesso modo fate con loro.

[32]Se avete cari quelli che vi hanno cari, quale grazia[139] c’è per voi? Infatti anche i peccatori hanno cari quelli che li hanno cari.

[33]E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, quale grazia c’è per voi? Anche i peccatori fanno lo stesso.

[34]E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, per voi quale grazia c’è? Anche dei peccatori concedono prestiti a peccatori per riceverne altrettanto.

[35]Abbiate cari, invece, i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro salario[140] sarà copioso e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gli ingrati e i cattivi.[141]

[36]Siate compassionevoli, come è compassionevole il Padre vostro.

[37]Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato;

[38]date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio».

[39]Disse loro anche una parabola:[142] «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt’e due in una buca?

[40]Non c’è discepolo superiore al maestro;[143] ma ognuno condotto a perfezione sarà come il suo maestro.

[41]Perché, dunque, vedi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non scorgi la trave che è nel tuo occhio?[144]

[42]Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita,[145] togli prima la trave dal tuo occhio e allora vedrai distintamente la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, togliendola.

[43]Non c’è, in realtà, albero sano che faccia frutto bacato, né d’altronde albero cadente che faccia frutto sano.[146]

[44]Ogni albero, infatti, si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo.

[45]L’uomo buono trae il bene dal buon tesoro del cuore; il cattivo dal cattivo tesoro del cuore trae il male, infatti la sua bocca parla dalla pienezza del cuore.

[46]Perché mi chiamate: Signore, Signore, e non fate ciò che dico?[147]

[47]Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile:

[48]è simile a un uomo che sta costruendo una casa, che ha scavato ed è andato in profondità e ha posto le fondamenta sopra la roccia. Venuta la piena, il fiume irruppe contro quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era stata costruita bene.

[49]Chi invece ascolta[148] e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la rovina di quella casa fu grande».

 

Lc 7

[1]Poiché aveva terminato di rivolgere tutte le sue parole alle orecchie del popolo, entrò in Cafarnao.

[2]Il servo di un centurione, che aveva una malattia, stava per morire. Gli era molto caro.

[3]Avendo udito parlare di Gesù, mandò presso di lui alcuni anziani dei Giudei per pregarlo di venire a salvare il suo servo.

[4]Costoro, giunti da Gesù, lo pregavano con insistenza: «Egli merita che tu gli faccia questo», dicevano,

[5]«perché ha caro il nostro popolo, ed è stato lui a costruirci la sinagoga».

[6]Gesù si incamminò con loro. Quando egli era ormai non molto distante dalla casa, il centurione mandò alcuni amici per dirgli: «Signore, non disturbarti, perché io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto,

[7]per cui non mi sono nemmeno ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e sarà guarito il mio ragazzo.

[8]Anch’io infatti sono uomo sottoposto a un’autorità, e ho sotto di me dei soldati; e dico all’uno: “Va’”, ed egli va, e a un altro: “Vieni”, ed egli viene, e al mio servo: “Fa’ questo”, ed egli lo fa».

[9]All’udire questo Gesù si meravigliò di lui e rivolgendosi alla folla che lo seguiva disse: «Vi dico: neanche in Israele ho trovato una fede così grande!».[149]

[10]E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.

 

Verso la Giudea

 

Lc 7

[11]E avvenne in seguito: si recò in una città chiamata Nain e facevano la strada con lui i discepoli e grande folla.

[12]Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato fuori al sepolcro un morto, figlio unico di sua madre; ed essa era vedova; e molta gente della città era con lei.

[13]Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: «Non piangere!».[150]

[14]E accostatosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Giovinetto, dico a te, svegliati!».[151]

[15]Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. E lo diede a sua madre.

[16]Un timore prese tutti e glorificavano Dio dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo».

[17]E questa voce su di lui si diffuse in tutta la Giudea e per tutta la regione circostante.

 

In Giudea

 

Lc 7

[18]Anche a Giovanni[152] i suoi discepoli riferirono di tutti questi avvenimenti. Giovanni, chiamati due di essi,

[19]li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che viene, o dobbiamo aspettare un altro?».[153]

[20]Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandato da te per domandarti: Sei tu colui che viene o dobbiamo aspettare un altro?».

[21]In quell’ora (Gesù) guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò a molti ciechi di vedere.

[22]Quindi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella.

[23]Ed è beato chiunque non si scandalizzerà di me!».

[24]Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, cominciò a dire alla folla riguardo a Giovanni: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento?

[25]E allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano vesti sontuose e vivono nella lussuria stanno nei palazzi dei re.

[26]Allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, e più che un profeta.

[27]Egli è colui del quale sta scritto: Ecco io mando il mio messaggero davanti al tuo vessillo,[154] egli preparerà la via davanti a te.

[28]Io vi dico, tra i nati di donna non c’è nessuno più grande di Giovanni, e il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.

[29]Tutto il popolo che lo ha ascoltato, e anche i pubblicani, hanno riconosciuto la giustizia di Dio ricevendo il battesimo di Giovanni.

[30]Ma i farisei e i dottori della legge non facendosi battezzare da lui hanno reso vano per loro il disegno di Dio.

[31]A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione, a chi sono simili?

[32]Sono simili a quei bambini che stando in piazza gridano gli uni agli altri:

Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato;

vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!

[33]È venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio.

[34]È venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori.

[35]Ma alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli».

 

A Betania

 

Lc 7

[36]Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo[155] e si mise a tavola.

[37]Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato;

[38]e, fermatasi dietro presso i piedi di lui piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.

[39]A quella vista il fariseo che l’aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice».

[40]Gesù allora gli disse: «Simone, ho una cosa da dirti». Ed egli: «Maestro, di’ pure».

[41]«Un creditore aveva due debitori: l’uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta.

[42]Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro gli vorrà bene di più?».

[43]Simone rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».

[44]E volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m’hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi[156] con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.

[45]Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi.

[46]Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi.

[47]Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha voluto molto bene. D’altra parte quello a cui si perdona poco, vuole poco bene».

[48]Poi disse a lei: «Ti sono perdonati i tuoi peccati».

[49]Allora i commensali cominciarono a dire tra di loro:[157] «Chi è quest’uomo che perdona anche i peccati?».

[50]Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvato; va’ in pace!».

 

Festa delle Capanne a Gerusalemme, anno 31

 

Gv 5

[1]C’è stata poi una festa dei Giudei e Gesù è salito a Gerusalemme.[158]

[2]V’è a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, una piscina, chiamata in ebraico Bethzatà, con cinque portici,

[3]sotto i quali giaceva un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.

[4][Un angelo infatti in certi momenti discendeva nella piscina e agitava l’acqua; il primo a entrarvi dopo l’agitazione dell’acqua guariva da qualsiasi malattia fosse affetto].[159]

[5]Si trovava là un uomo che da trentotto anni era malato.

[6]Gesù, vedendolo disteso e avendo saputo che da molto tempo stava così, gli dice: «Vuoi guarire?».

[7]Gli ha risposto il malato: «Signore, io non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, qualche altro scende prima di me».

[8]Gesù gli dice: «Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina».

[9]E sull’istante quell’uomo è guarito e, preso il suo lettuccio, ha cominciato a camminare. Quel giorno però era un sabato.

[10]Hanno detto dunque i Giudei all’uomo guarito: «È sabato e non ti è lecito prender su il tuo lettuccio».

[11]Ma egli ha risposto loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina».

[12]Gli hanno chiesto allora: «Chi è stato a dirti: Prendi il tuo lettuccio e cammina?».

[13]Ma colui che è stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato, essendoci folla in quel luogo.

[14]Poco dopo Gesù lo trova nel tempio e gli ha detto: «Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio».

[15]Quell’uomo se ne andò e disse ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo.

[16]Per questo i Giudei cominciarono a perseguitare Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

[17]Ma Gesù rispose loro: «Il Padre mio opera sempre e anch’io opero».[160]

[18]Proprio per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo: perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.

[19]Gesù riprese a parlare e diceva:[161] «In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può fare nulla se non vede il Padre farlo; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo.

[20]Il Padre infatti ha familiarità con il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi restiate meravigliati.

[21]Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole;

[22]il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio,

[23]perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.

[24]In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.

[25]In verità, in verità vi dico: è venuto il momento, ed è questo, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.

[26]Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso;

[27]e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo.

[28]Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno:

[29]quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.

[30]Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo quello che ascolto[162] e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

[31]Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è vera;

[32]ma c’è un altro che mi rende testimonianza, e so che la testimonianza che egli mi rende è verace.

[33]Voi avete inviato messaggeri da Giovanni ed egli ha reso testimonianza alla verità.[163]

[34]Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché possiate salvarvi.

[35]Egli era una lampada che arde e risplende, e voi avete voluto solo per un momento rallegrarvi alla sua luce.

[36]Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.

[37]Il Padre stesso, che mi ha mandato, ha reso testimonianza su di me. Né avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto;

[38]e non avete la sua parola dentro di voi, perché non credete a colui che egli ha mandato.[164]

[39]Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene, sono proprio esse che mi rendono testimonianza.

[40]Ma non volete venire a me per avere la vita.

[41]Io non prendo gloria dagli uomini,

[42]ma vi conosco e non avete in voi la carità di Dio.

[43]Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro verrà nel proprio nome, lo accoglierete.

[44]Come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate quella gloria che viene soltanto da Dio?

[45]Non crediate che sia io ad accusarvi davanti al Padre; c’è già chi vi accusa, Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza.

[46]Se aveste creduto infatti a Mosè, avreste creduto anche a me; perché di me egli ha scritto.

[47]Ma se non credete ai suoi scritti, come crederete alle mie parole?».[165]

 

Per città e villaggi

 

Lc 8

[1]E avvenne in seguito: egli se ne andava di città in villaggio, predicando e annunziando la buona notizia del regno di Dio.

[2]C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria detta Magdalena, dalla quale erano usciti sette demòni,

[3]Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.

[4]Poiché una gran folla si radunava e accorrevano presso di lui da ogni città, disse con una parabola:

[5]«Uscì il seminatore a seminare la sua semente.[166] Mentre seminava, parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la divorarono.

[6]Un’altra parte cadde sulla pietra e appena germogliata inaridì per mancanza di umidità.

[7]Un’altra cadde in mezzo alle spine e le spine, cresciute insieme con essa, la soffocarono.

[8]Un’altra cadde nella terra buona, germogliò e fece frutto cento volte tanto». Dicendo questo, esclama: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».

[9]I suoi discepoli lo interrogarono che parabola fosse.

[10]Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma ai rimanenti in parabole, perché vedendo non vedano e ascoltando non intendano.

[11]La parabola è questa: La semente è la parola di Dio.[167]

[12]Quelli lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dai loro cuori, perché non siano salvati credendo.

[13]Quelli sulla pietra sono coloro che, quando hanno ascoltato con gioia, accolgono la parola: questi non hanno radice in quanto credono per un certo tempo, ma nell’ora della tentazione vengono meno.

[14]Ciò che è caduto nelle spine sono coloro che hanno ascoltato e, strada facendo, vengono sopraffatti dalle preoccupazioni e dalla ricchezza e dai piaceri della vita e non giungono a portar frutto.

[15]Ciò che è caduto nella terra adatta sono coloro che, avendo ascoltato la parola con un cuore[168] disponibile e buono, la custodiscono e producono frutto nella perseveranza.

[16]Però nessuno, dopo aver acceso una lampada, la copre con un vaso o la pone sotto un letto, ma la pone su un lampadario, perché quelli che entrano vedano la luce.

[17]Non c’è, infatti, nulla di nascosto che non diventerà manifesto, né di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce.

[18]Fate attenzione dunque a come ascoltate: chi ha, a lui sarà dato; chi non ha, a lui sarà tolto anche ciò che crede di avere».

[19]Arrivarono presso di lui la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.[169]

[20]Gli fu allora annunziato: «Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti».

[21]Ma egli rispose: «Mia madre e miei fratelli sono questi che ascoltano la parola di Dio e la eseguono».

 

Nella regione dei Geraseni, di fronte alla Galilea di là del Lago

 

Lc 8

[22]Avvenne, uno di quei giorni, che egli salì su una barca con i suoi discepoli e disse loro: «Passiamo all’altra riva del lago». Presero il largo.

[23]Mentre navigavano si addormentò. Un turbine di vento si abbatté sul lago, la barca si riempiva d’acqua ed erano in pericolo.

[24]Accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: «Maestro, maestro, siamo perduti!». Ma lui, destatosi, sgridò il vento e l’impeto dell’acqua; essi cessarono e si fece bonaccia.

[25]Allora disse loro: «Dov’è la vostra fede?».[170] Essi, intimoriti, rimasero stupiti e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui che dà ordini anche ai venti e all’acqua e gli obbediscono?».

[26]Approdarono nella regione dei Gerasèni,[171] che sta di fronte alla Galilea.

[27]A lui, appena sceso a terra, venne incontro un uomo della città che aveva dei demòni. Da molto tempo non portava vestiti, e non abitava in casa, ma nei sepolcri.

[28]Alla vista di Gesù gli si gettò ai piedi urlando e disse a gran voce: «Che cosa c’è tra me e te,[172] Gesù, Figlio del Dio Altissimo? Ti prego, non tormentarmi!».

[29]Gesù infatti stava ordinando allo spirito immondo di uscire da quell’uomo. Molte volte infatti s’era impossessato di lui; allora veniva legato con catene e custodito in ceppi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti.

[30]Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?». Rispose: «Legione», perché erano entrati in lui molti demòni.

[31]E lo supplicavano che non ordinasse loro di andarsene nell’abisso.

[32]Vi era là un numeroso branco di porci che pascolavano sul monte. Lo pregarono che concedesse loro di entrare nei porci; ed egli lo permise.

[33]I demòni uscirono dall’uomo ed entrarono nei porci e il branco si precipitò dalla sponda giù nel lago e annegò.

[34]Visto ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nei villaggi.

[35]Uscirono per vedere l’accaduto e vennero da Gesù; trovarono l’uomo dal quale erano usciti i demòni, seduto, vestito e sano di mente, ai piedi di Gesù; e furono presi da spavento.

[36]Quelli che erano stati spettatori avevano riferito loro come l’indemoniato era stato guarito.

[37]Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Gesù, salito su una barca, tornò indietro.

[38]L’uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiedeva di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo:

[39]«Torna a casa tua e racconta[173] quello che Dio ti ha fatto». Ed egli andò per tutta la città proclamando quello che Gesù gli aveva fatto.

 

Ritorno a Cafarnao

 

Mt 9

[1]Salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città.

 

Lc 8

[40]Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla. Infatti erano tutti in attesa di lui.

[41]Ed ecco venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: gettatosi ai piedi di Gesù, lo pregava di recarsi a casa sua,

[42]perché aveva un’unica figlia, di circa dodici anni, che stava morendo. Durante il cammino, le folle gli si accalcavano attorno.

[43]Una donna che soffriva di emorragia da dodici anni e, pur avendo speso tutte le sue sostanze con i medici, non aveva potuto essere guarita da nessuno,

[44]gli si avvicinò alle spalle e gli toccò il lembo del mantello e subito il flusso di sangue si arrestò.

[45]Gesù disse: «Chi è che mi ha toccato?». Mentre tutti negavano, Pietro disse: «Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia».

[46]Ma Gesù disse: «Qualcuno mi ha toccato. Ho riconosciuto che una forza è uscita da me».

[47]Allora la donna, vedendo che non poteva rimanere nascosta, si fece avanti tremando e, gettatasi ai suoi piedi, dichiarò davanti a tutto il popolo per quale motivo l’aveva toccato, e come era stata subito guarita.

[48]Egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata, va’ in pace!».

[49]Stava ancora parlando quando venne uno da parte del capo della sinagoga a dirgli: «Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro».

[50]Ma Gesù che aveva udito gli rispose: «Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata».

[51]Giunto alla casa, non lasciò entrare nessuno con sé, all’infuori di Pietro, Giovanni e Giacomo e il padre e la madre della fanciulla.

[52]Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei, ma Gesù disse: «Non piangete, infatti non è morta, ma dorme».[174]

[53]E lo deridevano, sapendo che era morta,

[54]ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: «Fanciulla, alzati!».[175]

[55]Il suo spirito ritornò, ella si alzò all’istante e ordinò di darle da mangiare.

[56]I genitori ne furono sbalorditi, ma egli raccomandò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto. 

 


 

Riconosciuto come Profeta e Re...

 

Giovanni decapitato; Erode cerca di incontrare Gesù

 

Lc 9

[1]Egli riunì i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demòni e di curare le malattie.

[2]E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi.

[3]Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, non abbiate né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno.

[4]In qualunque casa entriate, là rimanete ospiti e di là riprendete il cammino.

[5]Quanto a coloro che non vi accolgono, nell’uscire da quella città scuotete la polvere dai vostri piedi, a testimonianza su di essi».

[6]Essi partirono e giravano di villaggio in villaggio, annunziando la buona novella e operando guarigioni ovunque.

 

Mt 14

[3]Erode aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione per causa di Erodìade, moglie di Filippo suo fratello.

[4]Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla!».

[5]Benché Erode volesse farlo morire, temeva il popolo perché lo considerava un profeta.

[6]Venuto il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode

[7]che egli le promise con giuramento di darle tutto quello che avesse domandato.

[8]Ed essa, istigata dalla madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».

[9]Il re, pur contristato, per il giuramento e i commensali ordinò che le fosse data

[10]e mandò a decapitare Giovanni nel carcere.

[11]La sua testa venne portata su un vassoio e fu data alla fanciulla, ed ella la portò a sua madre.

[12]I suoi[176] discepoli andarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informarne Gesù.

 

 

Lc 9

[7]Intanto il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, per il fatto che alcuni dicevano: «Giovanni è risuscitato dai morti»,

[8]altri: «È apparso Elia», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».

[9]Erode allora disse: «Giovanni l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire tali cose?». E cercava di vederlo.

 

Pasqua dei Giudei anno 32, presso Betsaida

 

Lc 9

[10a]Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono[177] a lui (Gesù) quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte verso una città chiamata Betsàida.[178]

 

 

Gv 6

[1]Dopo questi fatti, Gesù è andato al di là del mare di Galilea, cioè di Tiberìade,

 

Lc 9

[11a]Ma le folle lo seppero e lo seguirono.

 

Mc 6

[33]Molti però li videro partire e capirono,[179] e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero.

 

Lc 9

[11b]Egli le accolse e prese a parlar loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.

 

Gv 6

[2]e una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi.

[3]Gesù è salito sulla montagna[180] e là si è posto a sedere con i suoi discepoli.

[4]Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.[181]

 

Lc 9

[12a]Il giorno cominciava a declinare.

 

Gv 6

[5]Gesù dunque ha alzato gli occhi, e avendo visto che una grande folla va presso a lui, dice a Filippo: «Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?».

[6]Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare.

 

Lc 9

[12b]I Dodici gli si avvicinarono e gli dissero: «Congeda la folla, perché si sparga nei villaggi e nelle campagne dintorno per trovare cibo, poiché qui siamo in una zona deserta».

[13a]Ma egli disse loro: «Date voi stessi da mangiare a loro».[182]

 

Gv 6

[7]Gli ha risposto Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».

[8]Gli dice allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro:

[9]«C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?».

 

Lc 9

[13b]Essi risposero: «Noi non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente».

 

Gv 6

[10]Ha risposto Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si sono dunque seduti ed erano circa cinquemila uomini.

 

Lc 9

[14]C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere per gruppi di cinquanta circa».

[15]Così fecero e fecero sedere tutti quanti.

[16]Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla.

 

Gv 6

[11]Allora Gesù ha preso i pani e, dopo aver reso grazie, li ha distribuiti a quelli che si erano seduti, e lo stesso ha fatto dei pesci, finché ne hanno voluto.

 

Gv 6

[12]E quando si sono saziati, dice ai discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto».

 

Lc 9

[17]Tutti mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste.

 

Gv 6

[13]Li hanno raccolti e hanno riempito dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che hanno mangiato.

[14]Allora gli uomini,[183] considerando il segno che egli aveva compiuto, dicevano: «Questi è davvero il profeta che deve venire nel mondo!».

 

Mc 6

[45]Ordinò poi ai discepoli di salire sulla barca e precederlo verso l’altra riva, davanti a Betsàida,[184] intanto che egli licenziava la folla.

 

Gv 6

[15]Ma Gesù, avendo saputo che «stanno per venire a rapirlo[185] per farlo re», si è ritirato di nuovo sulla montagna, tutto solo.[186]

 

Mc 6

[46]E dopo essersi separato da loro, si ritirò sul monte a pregare.

 

Gv 6

[16]Venuta intanto la sera, i suoi discepoli sono scesi al mare

[17]e, saliti in una barca, avanzavano verso l’altra riva in direzione di Cafarnao. Era ormai venuto buio, Gesù non era ancora venuto da loro,

[18]e il mare era agitato perché soffiava un forte vento.[187]

 

Mt 14

[24][188]La barca intanto distava già molti stadi da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario.

 

Gv 6

[19]Dopo aver remato circa venticinque o trenta stadi,[189] hanno visto Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, e hanno avuto paura.

 

Mt 14

[25]Al quarto turno di guardia della notte[190] egli venne verso di loro camminando sul mare.

[26]I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «È un fantasma» e si misero a gridare dalla paura.

[27]Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura».

 

Gv 6

[20]Ma egli dice loro: «Sono io, non temete».

 

Mt 14

[28]Pietro gli rispose: «Signore, se sei tu, comanda che io venga presso di te sulle acque».

[29]Ed egli disse: «Vieni!». Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò presso Gesù.

[30]Ma vedendo la violenza del vento, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!».

[31]E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: «O poco fiducioso, perché hai esitato?».[191]

[32]Saliti sulla barca, il vento cessò.

[33]Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: «Sei davvero Figlio di Dio!».

 

Gv 6

[21]Allora han voluto prenderlo sulla barca e rapidamente la barca ha toccato la riva alla quale erano diretti.

 

Attraversato il lago, a Genesaret e poi a Cafarnao

 

Mt 14

[34]Compiuta la traversata, approdarono a Genèsaret.

[35]E gli uomini di quel luogo, riconosciuto Gesù, lo fecero sapere a tutta la regione; gli portarono tutti i malati,

[36]e lo pregavano di poter toccare l’orlo del suo mantello. E quanti lo toccavano guarivano.

 

Gv 6

[22]Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, notò che c’era una barca sola e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma soltanto i suoi discepoli erano partiti.

[23]Altre barche erano giunte nel frattempo da Tiberìade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo che il Signore aveva reso grazie.[192]

[24]Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù.

[25]Trovatolo di là dal mare, gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».

[26]Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni,[193] ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.

[27]Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, quello che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».

[28]Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?».

[29]Gesù rispose: «Questa è l’opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato».

[30]Allora gli dissero: «Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi?

[31]I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo».

[32]Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero;

[33]il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».

[34]Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».

[35]Gesù rispose: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.

[36]Vi ho detto però che voi [mi] avete visto e non credete.

[37]Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; e colui che viene a me non lo respingerò,

[38]perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

[39]E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno.

[40]Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

[41]Intanto i Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo».

[42]E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre.[194] Come può dunque dire: Sono disceso dal cielo?».

[43]Gesù rispose: «Non mormorate tra di voi.

[44]Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

[45]Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me.

[46]Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre.

[47]In verità, in verità vi dico: chi crede ha vita eterna.

[48]Io sono il pane della vita.

[49]I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti;

[50]il pane che discende dal cielo è tale che chi ne mangia non muoia nemmeno.[195]

[51]Sono io il pane vivente che è disceso dal cielo. Se uno mangerà di questo pane, vivrà in eterno, e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

[52]Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».

[53]Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi.

[54]Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

[55]Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

[56]Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.

[57]Come mi ha mandato il Padre che ha la vi